

La Famiglia Fang: trailer italiano con Nicole Kidman
Cinico, divertente, profondo e a
tratti persino inquietante. Questo è il ritratto migliore con cui
dipingere le mille sfumature che si stratificano, inquadratura dopo
inquadratura, all’interno de La famiglia
Fang, intelligente e atteso adattamento dell’omonimo
romanzo cult firmato nel 2011 da Kevin
Wilson capace di condensare in un unico grottesco modello
familiare le disfunzionalità e i gli eccessi del postmoderno,
agendo con quel giusto tocco di surrealtà e parossismo che ben
vengono ricreati e amplificati dalla sceneggiatura del premio Oscar
David Lindsay-Abaire e dalla scanzonata
regia/interpretazione di Jason Batenam, arguto a
sufficienza sia dietro che davanti la macchina da presa. Forte
dalla grande libertà creativa offertagli dalla partner
Nicole Kidman – qui nelle vesti di
co-protagonista e produttrice con la sua Blossom Films –
Batenam traduce in forma filmica il dilemma esistenziale di un
aggregato familiare in cui i due capifamiglia, in particolare il
patriarca Caleb splendidamente interpretato da un camaleontico
Christopher Walken, mostrano grande ambiguità in
ogni loro pensiero e azione, pronti a sacrificare il decoro
pubblico e l’integrità dei legami affettivi in nome di una forma
d’arte estrema e rivoluzionaria. Servendosi della poliedrica
fotografia di Ken Seng ottenuta mediante numerosi
formati video a cavallo fra analogico e digitale che accompagnano
l’evoluzione estetico-narrativa nel corso di oltre quattro decadi,
la pellicola segue i binari del dramedy e li fonde con
sporadiche venature thriller che sconfinano nel
mystery, soprattutto in concomitanza con il dubbio circa
la sorte dei due strambi artisti che si configura come oggetto
ossimorico di unione-divisione tra fratello e sorella, due entità
cresciute sull’onda dei residui di una fama involontaria rivelatasi
più che mai distruttiva. Liberando appieno il talento malinconico
di Batenam e sprigionando la tensione attoriale di una Kidman
d’altri tempi, La famiglia Fang pare una
copia-carbone a stelle e strisce della migliore commedia
all’italiana, grazie alla sua straordinaria capacità di unificare
su di un’unico fotogramma riso, pianto e tanta, tanta
amarezza.

