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Edoardo Leo e Marco Giallini sono i protagonisti di Loro chi?, una brillante commedia diretta da Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci dal 19 novembre al cinema. Nel film, prodotto da Warner Bros Entertainment Italia e Picomedia, anche Ivano Marescotti e Antonio Catania.

Il film è incentrato sulla storia di David (Edoardo Leo) che a 36 anni si trova ancora a vivere da precario e sogna di fare carriera nell’azienda per cui lavora come creativo. Quando è sul punto di farcela, ma letteralmente il giorno prima della gloria, incontra Marcello (Marco Giallini), un abilissimo truffatore. Grazie alle sue grandi doti da trasformista e facendo leva sulle insicurezze del ragazzo, riesce a raggirarlo e in un attimo David si trova a perdere tutto: soldi, lavoro e fidanzata. Disperato, il giovane medita vendetta e una volta trovato il malfattore cerca di rifarsi alleandosi con lui e imparando l’arte della truffa.

La storia è avvincente, mai scontata e molto coinvolgente. I 95’ del film scorrono veloci grazie ad un buon ritmo. In Loro chi? c’è tutto: la commedia all’italiana ma senza le sue debolezze, il giallo ma senza troppa suspense e una sceneggiatura, firmata come il soggetto da Bonifacci, che fila dalla prima all’ultima scena. Il taglio e molte sequenze tradiscono il background del regista Micchichè ma l’elemento ‘fictional’ non è esagerato e sapientemente inserito nel mix di generi che il film ci offre.

Giallini recita con la faccia scura e il look da duro elegante che l’ha reso grande in Romanzo Criminale ma prestati a un personaggio molto più frivolo ed eccentrico. Edoardo Leo passa con disinvoltura da espressioni disperate e patetiche allo sguardo intenso e deciso di chi vuole riscattarsi, inframezzati da una recitazione pulita e ‘popolare’, sempre molto accattivante.

Ne viene fuori un film fresco, vivace come magari non ci si aspetta da una commedia italiana. Invece Miccichè e Bonifacci confezionano un prodotto con un’ottima fotografia (si ricorda uno spettacolare tramonto in timelapse) e un cast di validissimi attori.

Tra inseguimenti e colpi di scena c’è anche lo spazio per una riflessione, doverosa e realistica, su come in Italia – sono parole dell’artista Marcello – ‘l’arte della truffa è incentivata’. Una conclusione amara ma che strappa un sorriso.

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