non succede

Non succede, ma se succede… è la nuova commedia di Jonathan Levine, già avvezzo al genere leggero, per quanto dedicato ad un buon contenuto (Warm Bodies del 2013 e 50 e 50 del 2011). E questa volta racconta una storia di un amore che, nonostante i livelli sociali differenti e invalicabili, non conosce ostacoli.

Charlotte Field (Charlize Theron) è nientemeno che il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America che, grazie al presidente uscente, con buone probabilità, potrà persino auspicare ad essere la prima presidentessa donna a guidare la nazione. Da un’altra parte dello stesso stato, Fred Flarsky (Seth Rogen) sta difendendo con le unghie e i denti la propria integrità morale di giornalista – spiantato – difensore della verità ad ogni costo, anche della sua stessa vita. Ciò che farà intersecare le vite di due elementi così apparentemente agli antipodi, sarà – come sempre – il caso galeotto, ma che già molti anni addietro li aveva visti occhi negli occhi.

Come per ogni racconto romantico che si rispetti, quel che fa star bene è pensare che proprio ciò che sia inconciliabile, in realtà, trovi il modo per combinarsi. E, a dire il vero, il racconto di Jonathan Levine, scritto e ideato da Dan Sterling, chiaramente ci riesce bene, oltre il livello narrativo puro e semplice.

Il personaggio di Fred / Seth Rogen si fa latore del messaggio secondo cui è la verità a rendere liberi, non solo in senso personale, ma anche rispetto a chi questa libertà la vive attraverso gli altri che si spogliano delle proprie sovrastrutture e delle proprie preoccupazioni. È delizioso quando il coprotagonista dice alla donna più potente del mondo che non avrebbe alcun problema ad essere la sua Marilyn Monroe, se lei volesse essere il suo JFK.

Perché ciò che rende una commedia tale, è il saper raccontare in modo scanzonato desideri profondi che accomunano le persone altre il loro status. Dunque, il dilemma del personaggio della Theron, di fronte a quest’uomo così sopra le righe e così libero è: quanto si è disposti a rischiare e a liberarsi a propria volta, cercando di rincorrere una versione più pura, giovane e sognatrice di quello che si è diventati?

Evidentemente tanto, soprattutto negli ultimi tempi, nei quali qualche insospettabile sedicenne ci ricorda che le cose che veramente fanno la differenza sono semplici. Ma senza le quali può esserci il rischio di vivere una vita uguale a qualunque altra.

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