Nel nuovo film di Giulio Manfredonia La nostra terra, Stefano Accorsi interpreta Filippo che da anni si occupa di anti-mafia in un’associazione del Nord Italia ma che non si è mai confrontato dal vivo con la realtà che si propone di combattere. Filippo è infatti un uomo ansioso con mille fissazioni e paure ma questa sua esasperata precisione, lo rende anche un mago nelle questioni burocratiche. Viene così mandato in aiuto di un’associazione di volontariato che in una zona agricola del Sud Italia, sta cercando faticosamente di avviare un’attività cooperativa in un appezzamento confiscato al boss del luogo Nicola Sansone (Tommaso Ragno).

In La nostra terra tra molteplici dubbi e gli ostacoli derivanti dal non capire una mentalità così diversa dalla propria, Filippo inizia ad affezionarsi a questa terra ed alle strane persone che la abitano, primo tra tutti Cosimo (Sergio Rubini) l’ex fattore del boss alla cui famiglia apparteneva originariamente quella terra. Il film si propone di illustrare tramite una storia romanzata, l’esperienza ed il lavoro di molte delle associazioni che cercando di rivalutare i terreni confiscati alle mafie e di farvi sorgere attività lavorative che possano mostrare alle persone cresciute in un ambiente in cui vige una mentalità di tipo mafioso, uno stile di vita alternativo e rispettoso delle leggi. La maggior parte dei protagonisti di questo film corale, infatti, percepisce la legge come qualcosa di ingiusto che tramite mille cavilli burocratici, mozza le gambe sul nascere all’iniziativa dei singoli individui. Tramite il suo lavoro Filippo mostrerà loro che la Legge e lo Stato si possono anche rivelare come garanti di un diritto dando ai singoli la possibilità di cambiare veramente le cose.

Questa possibilità di cambiamento viene particolarmente messa in luce nel percorso del personaggio di Sergio Rubini, il contadino Cosimo. Cosimo si distingue durante tutto l’arco della narrazione per il suo essere un personaggio ambiguo il quale, avendo accettato ogni tipo di compromessi nella sua vita, si muove ormai in una zona d’ombra. Tramite l’esempio di Filippo e dei suoi compagni capirà che c’è un’alternativa a quel mondo di soprusi in cui ha dovuto imparare a destreggiarsi per sopravvivere. Ulteriore importante protagonista del film è la Terra, la quale viene quasi personificata. Anche la terra ha le sue leggi precise ed implacabili. Filippo, esperto di leggi umane, dovrà a sua volta imparare a capire le leggi della terra e con lui anche gli altri partecipanti alla cooperativa i quali, pur vivendo su questa Terra, se ne sono allontanati.

La nostra terra è un film che si propone di usare la leggerezza ed un pizzico di comicità per raccontare situazioni difficili e faticose portandoci all’interno di realtà come quelle di Libera, che sentiamo nominare spesso dai notiziari ma di cui raramente approfondiamo la conoscenza.