Notte prima degli esami 3.0, recensione del film con Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi, Tommaso Cassissa e Ditonellapiaga

Il debutto alla regia di Tommaso Renzoni riporta sullo schermo la notte prima della maturità raccontando la Generazione Z tra amicizie, amori e il temutissimo confronto con la professoressa Castelli. Al cinema dal 19 marzo.

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A vent’anni dal fenomeno cinematografico creato da Fausto Brizzi, arriva al cinema Notte prima degli esami 3.0, nuovo capitolo che racconta la maturità di oggi senza limitarsi alla nostalgia. Diretto da Tommaso Renzoni – al suo debutto alla regia – e scritto dallo stesso Renzoni insieme a Fausto Brizzi, il film torna a esplorare quella notte sospesa tra paura e speranza che precede l’esame più temuto dagli studenti italiani.

Il risultato è una commedia fresca e leggera che guarda alla Generazione Z, pur mantenendo alcuni ponti emotivi con il passato della saga.

Una nuova maturità per una nuova generazione

Il protagonista è Giulio Sabatini, interpretato da Tommaso Cassissa, studente alle prese con l’ultimo grande ostacolo del liceo: l’esame di maturità. Accanto a lui c’è il suo gruppo di amici: Cesare (Adriano Moretti), Sole (Alice Moselli), Allegra (Alice Lupparelli) e il diligente Barbagallo (Christian Dei), insieme a un variopinto gruppo di compagni di classe.

Come da tradizione della saga, la maturità diventa il punto di convergenza di amicizie, amori, paure e desideri per il futuro. Ma il vero ostacolo sembra essere la severissima professoressa Castelli, interpretata da Sabrina Ferilli, particolarmente dura con il protagonista, Giulio.

Per aggirare il problema, il gruppo elabora un piano tanto ingenuo quanto creativo: cercare di “ammorbidire” l’insegnante facendole rivivere un amore del passato, ricreando online il profilo di uno dei suoi flirt giovanili. Una missione sentimentale che naturalmente porterà a conseguenze imprevedibili.

© 2025 Sky Italia S.r.l. via IMDb

Amicizia, amore e paura del futuro

Come nei film precedenti, Notte prima degli esami 3.0 usa la maturità come pretesto per raccontare molto altro. Gli esami diventano il simbolo del passaggio all’età adulta, ma anche il momento in cui emergono fragilità, aspettative e paure.

La generazione raccontata dal film è più consapevole delle proprie emozioni, ma anche più inquieta rispetto al futuro. Tra ansie personali, dinamiche sentimentali e il timore di perdersi dopo il liceo, il gruppo di amici cerca di restare unito mentre tutto intorno sembra cambiare.

Il film trova proprio nell’amicizia il suo cuore più sincero: un legame che rischia di incrinarsi tra amori nascosti, gelosie e segreti, ma che rappresenta anche la vera ancora di salvezza dei protagonisti.

© 2025 Sky Italia S.r.l. via IMDb

Un ponte con il passato della saga

Pur guardando al presente, il film non rinuncia a creare alcuni collegamenti con lo spirito originale della saga. Tra questi spicca il personaggio di Bruno, interpretato da Gianmarco Tognazzi, figura nostalgica legata alla cultura e alla musica degli anni ’80.

Proprio la colonna sonora e l’immaginario musicale diventano uno dei “fili rossi” che collegano il film all’atmosfera del primo capitolo, creando un dialogo tra generazioni senza trasformare il racconto in un semplice esercizio nostalgico.

© 2025 Sky Italia S.r.l. via IMDb

Personaggi secondari che rubano la scena

Accanto alla storia principale, il film si diverte a costruire piccoli momenti di commedia che arricchiscono il racconto. Tra i più riusciti c’è il tenero rapporto tra Cesare e la sua nonna (Teresa Piergentili), una simpatica signora che si diverte a reinventare le ricette italiane con nomi orientali – trasformando, ad esempio, l’insalata di riso in un’improbabile “pokè”.

Un’altra presenza interessante è quella della cantante Ditonellapiaga, qui nel ruolo di Giulia, sorella maggiore di Barbagallo. Il suo personaggio introduce nuovi equilibri nella storia e contribuisce a movimentare le dinamiche sentimentali del gruppo.

Una commedia leggera ma sincera

Il debutto alla regia di Tommaso Renzoni dimostra un buon equilibrio tra omaggio e rinnovamento. Notte prima degli esami 3.0 non cerca di replicare il successo dei film precedenti, ma prova piuttosto a rileggerne lo spirito attraverso sensibilità e linguaggi contemporanei.

Il rapporto tra studente e insegnante, già presente nel primo capitolo di Notte prima degli esami, diventa qui ancora più centrale, affiancato da molte altre dinamiche – familiari, sentimentali e generazionali – che restituiscono un ritratto affettuoso e ironico della maturità di oggi.

© 2025 Sky Italia S.r.l. via IMDb

Un film per studenti, genitori e nostalgici

In sala dal 19 marzo, Notte prima degli esami 3.0 è una commedia pensata per pubblici diversi: per chi ha vissuto la maturità anni fa e vuole ricordarla con un sorriso, per chi sta per affrontarla e ha bisogno di sdrammatizzare, e anche per i genitori che si trovano a osservare i propri figli attraversare questo passaggio.

Un film leggero, simpatico e pieno di piccoli momenti di verità, capace di ricordare che, nonostante il passare delle generazioni, la notte prima degli esami resta sempre la stessa.

Notte prima degli esami 3.0
3.5

Sommario

Notte prima degli esami 3.0 rinnova lo spirito del franchising con uno sguardo contemporaneo sulla Generazione Z, mantenendo l’ironia e la leggerezza della commedia originale. Tra amicizie, amori e timore per il futuro personale da costruire, il film unisce nostalgia e modernità, ricordando come la notte prima degli esami resti un passaggio “universale”.

Camilla Tettoni
Camilla Tettoni
Romana, classe 1997, è laureata in Lettere Moderne all’Università di Siena e in Italianistica all’Università di Bologna, con lode. Ha conseguito un Master in International Journalism presso l’University of Stirling e un corso avanzato in Geopolitica presso la Scuola di Limes. Appassionata di cinema, dal 2025 collabora con Cinefilos.it con recensioni e approfondimenti cinematografici, affiancando attività di critica culturale e pubblicazioni su riviste italiane e internazionali.

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