Maccio Capatonda Omicidio all’italiana

Dopo una piccola parte nella pellicola di Herbert Ballerina (Luigi Luciano), Maccio Capatonda (Marcello Macchia) torna sul grande schermo con Omicidio all’italiana, una commedia di cui è anche regista e sceneggiatore.

La morte inaspettata della contessa Ugalda Martirio In Cazzati (Lorenza Guerrieri) sconvolge la vita (troppo) pacata del paese abruzzese di Acitrullo. Il sindaco, Piero Peluria (Maccio Capatonda), decide di sfruttare la morte naturale della contessa per trasformare il paese in un macabro luogo d’interesse.

Orde di giornalisti e turisti con il gusto del macabro arrivano nel paesino sperduto, stravolgendo la vita degli anziani cittadini e trasformando il paese in un parco divertimenti, la cui attrazione principale è proprio l’efferato omicidio. Sembra che nessuno, tantomeno la conduttrice del programma “Chi l’acciso?” (Sabrina Ferilli), sia davvero interessato a scoprire la verità sulla morte della donna. Anzi, sembra che solo la sergente Pertinente (Roberta Mattei) stia indagando davvero sull’assassinio, nonostante il commissario Fiutozzi (Gigio Morra) le intimi più volte di interrompere le sue indagini. Una serie di intuizioni e coincidenze, portano la sergente a scoprire finalmente la verità e a chiudere il caso.

La commedia del regista abruzzese dipinge con sagace ironia una realtà fin troppo attuale. Infatti, nella pellicola, l’omicidio della contessa diventa mero intrattenimento e viene sfruttato dal sindaco e dal suo vice (Herbert Ballerina) che così ottengono i famosi quindici minuti di celebrità per il proprio paese. Il regista riesce, ridendo, a descrivere una morbosità recente nei confronti dei delitti più efferati dell’ultimo decennio: nel modo di fare televisione odierno, la notizia deve diventare intrattenimento.

La recensione del nuovo film di Maccio Capatonda, Omicidio all’Italiana

Il motivo della denuncia è chiaro: la differenza tra fiction e cronaca sta scomparendo non solo agli occhi di chi fa tv ma soprattutto agli occhi dello spettatore, sempre più morboso nei confronti della notizia. Ma la pellicola non colpevolizza nessuno, spingendo quindi tutti a riflettere senza sentirsi alla sbarra.

La sintonia evidente tra Maccio Capatonda, Herber Ballerina e Ivo Avido; una recitazione per nulla costruita e il casting azzeccato fanno della pellicola un perfetto mix di comicità esilarante e momenti di giusta riflessione.

Capatonda si conferma attore poliedrico e capace di trasmettere anche le più raffinate sfumature emozionali: una menzione speciale va alla sua interpretazione di Eugenio Normale. Eugenio è il classico padre di famiglia che lavora troppo e si fa perdonare accontentando qualsiasi capricco di moglie e figli. Sono proprio la moglie Fabiola (Antonia Truppo) e i figli a insistere di andare in vacanza ad Acitrullo ed Eugenio li accontenta, pur reagendo con sdegno al loro entusiasmo per l’omicidio. Gli atteggiamenti di moglie e figli lo esasperano a tal punto che Eugenio diventa una versione ancora più macabra dello spettatore morboso incarnato dalla moglie, lasciando di stucco lo spettatore.

Anche la prova di Sabrina Ferilli è degna di nota. Il pubblico italiano la conosce fin troppo bene per i suoi ruoli da femme fatale ma in questa commedia, l’attrice si cala perfettamente nei panni della conduttrice fredda e calcolatrice, regalandoci una scena densa di pathos in cui spiega al commissario Fiutozzi come ormai la verità diventi sempre intrattenimento quando passa attraverso la televisione.

Con questa pellicola, Maccio Capatonda prende in maniera definitiva sulle sue spalle l’eredità della comicità italiana. Un’eredità condivisa con Checco Zalone e che, da parte sua, divide con Herbert Ballerina e Ivo Avido (Enrico Venti). La commedia sarà nelle sale italiane dal 2 marzo.