Dopo la sua incredibile prova recitativa nel film Jackie di Pablo Larraìn, Natalie Portman prova a fare il bis con Planetarium diretto da Rebecca Zlotowski e con l’esordiente Lily-Rose Depp.

 

Ambientato nei meravigliosi anni trenta del novecento, il film racconta la storia di Laura (Portman) e Kate (Depp) Barlow, due sorelle sensitive impegnate in un tour in giro per l’Europa. In occasione della tappa parigina le due ragazze incontrano André Korben (Emmanuel Salinger) un importante produttore cinematografico francese che, a corto di idee per i suoi prossimi film, è deciso ad investire i suoi soldi sulle sorelle cercando di produrre il primo vero film di fantasmi della storia. Ma in realtà le intenzioni di André sono ben altre e presto o tardi verranno alla luce.

Planetarium, il film

Planetarium

Con il suo Planetarium, Rebecca Zlotowski stravolge tutte le regole convenzionali del cinema tentando così di creare qualcosa di nuovo e assolutamente innovativo senza purtroppo riuscirci. Dopo una prima mezz’ora abbastanza convincente – a partire dallo stile accattivante e un po’ vintage dei titoli di testa -, il film si trasforma e perde completamente di senso logico; la regista mette infatti fin troppa carne a cuocere e ad un certo punto si ha come la sensazione che abbia dimenticato di spegnere la brace.

Planetarium continua quasi per inerzia a ‘cuocersi’ e sul finale ciò che resta è solo un mucchietto di cenere. Nonostante la presenza nel cast della meravigliosa Natalie Portman, a cui sono affidate le sorti dell’intera storia, il film non riesce a trovare una sua vera dimensione. Realtà, sogno e, oseremmo direi, esoterismo si mescolano infatti così tanto da arrivare a confondersi e lo spettatore fa molta fatica a seguire la narrazione; la sceneggiatura raffazzonata e la totale assenza di introspezione dei personaggi rende il film insopportabilmente lento e inconsistente.

Planetarium

Procedendo affannosamente verso la fine, Planetarium della Zlotowski perde completamente di significato e si fatica a capire quali fossero in principio le reali intenzioni della regista; partito infatti come fosse quasi un thriller, Planetarium si trasforma successivamente in una sorta di film omaggio al cinema dell’epoca, un mondo affascinante e misterioso raccontato da un punto di vista femminile. Questo strano fascino retro e la presenza nel cast di attori eccellenti – anche l’acerba Lily-Rose Depp è abbastanza convincente – purtroppo non bastano a salvare le sorti di un film fin troppo sperimentale e approssimativo, un esperimento cinematografico da dimenticare.