Nell’anno del cinquantesimo anniversario del franchise arriva al cinema Star Trek Beyond, terzo film della nuova versione, inaugurata da J.J. Abrams nel 2009. Dopo Into Darkness, il regista ha ceduto il posto a Justin Lin, rimanendo però nella squadra produttiva con la sua Bad Robots. Funestato da dissidi di pre-produzione, con l’intervento di Simon Pegg in extremis sulla sceneggiatura, questo terzo capitolo racconta, su più livelli, la distruzione del mito su cui si fonda il franchise: l’unità.

 

La produzione disgregata e riassemblata, la volontà di percorrere strade diverse dei protagonisti, in particolare di Spock e Kirk, la distruzione del simbolo della saga, l’astronave Enterprise, la dipartita di Leonard Nimoy e di Anton Yelchin nella vita reale. Tutti elementi che per volontà o per tragica fatalità compongono un leit motiv inedito. Star Trek Beyond racconta delle scelte e delle priorità che l’uomo, che sia capitano o semplice componente dell’equipaggio, deve operare e affrontare, preso dallo scorrere del tempo e dall’ineluttabilità della vita che non si ferma.

Nonostante le premesse traballanti, la sceneggiatura di Simon Pegg, che torna anche nei panni dell’ingegnere Scotty, conferisce un tocco di leggerezza che nell’avventura contro Khan si era perso, oltre a fornire l’ottimo cast di una storia vivace e di intrattenimento.

Star Trek Beyond 4

Lo script di Pegg, che relega nell’angolo dinamiche già precedentemente affrontate, come il rapporto tra Uhura e Spock, mette in primo piano altri legami, insospettabili, come la simpatica bromance tra il vulcaniano e il medico di bordo Bones, oppure quella indefinita e buffa tra Scotty e Jaylah, un’aliena rimasta sola al mondo che cerca, anche lei, un gruppo a cui appartenere, una famiglia.

Se la regia di Justin Lin si sposa alla perfezione con le adrenaliniche avventure di James T. Kirk e compagnia, complice l’allenamento sui set del franchise di Fast and Furious, dall’altra l’anima prevalentemente di intrattenimento del film lo rende un perfetto esemplare del genere, pur facendolo assomigliare in maniera disarmante, come struttura e tempi, ad altri prodotti.

Star Trek BeyondNonostante la sensazione di déjà-vu però non mancano le ventate d’aria fresca, su tutte l’introduzione del personaggio di Sofia Boutella, sexy e forte, ma anche capace di inconsapevoli momenti di estrema tenerezza. E malgrado le premesse di decostruzione, l’unità è quella che alla fine vince, il senso di appartenenza, lo spirito di avventura tanto per il distaccato Spock, quanto per lo scavezzacollo Kirk, e addirittura per il disfattista Bones. Un’avventura che continuerà per un quarto capitolo già annunciato, e che ci porterà ancora nella profondità dello spazio inesplorato.

Dedicato alla memoria di Leonard Nimoy.

Per Anton.