Dalla pièce teatrale di Noel Coward, un bel film sulle dinamiche familiari, e su come sia difficile conciliare aspetti diversi di persone che si ritrovano a convivere forzatamente. Regine della scena sono la bella Jessica Biel, novella sposina di Ben Barnes, detentrice delle easy cirtues, i facili costumi del titolo, e l’eccezionale Kristin Scott Thomas, nervosa e dittatrice madre di Barnes. A completare i quadro uno sciatto e depresso Colin Firth nei panni del padre reduce di guerra e Kris Marshall, comprimario che resta impresso in qualunque sua performance (Love Actually, Funeral Party) che qui interpreta il maggiordomo complice della bella americana trapiantata nelle fredda e nebbiosa campagna inglese.

In Un matrimonio all’inglese un giovane appartenente alla borghesia inglese, durante i suoi viaggi incontra un bellissima e giovane vedova americana, se ne innamora e la sposa, ma viene il momento di presentarla alla propria famiglia e proprio in questi casi, le cose non vanno sempre bene. Sulla scia di Ti presento i miei, un’altra sulle dinamiche familiari, questa volta però raffinata dalla postdatazione degli eventi, ambientati all’inizio del XX secolo.

Un matrimonio all’inglese, il film

Tutto sembra cominciare bene per i novelli sposi, almeno fino a che le due donne, madre e moglie, si dichiarano guerra con colpi bassi e gag esilaranti. Una commedia ironica e divertente con un finale a sorpresa che intesse nella trama una vena malinconica rappresentata da Firth, decisamente in grande forma. Da notare anche la performance della Biel, lasciate alle spalle le serie tv e le commedie demenziali, regala un bel ritratto di donna indipendente e ribelle, affiancata da una sempre splendida Kristin Scott Thomas. Barnes, reduce dalle battaglie di Narnia, e prossimamente al cinema nei panni di Dorian Grey (ancora al fianco di Firth) risulta un po’ offuscato da tanta bravura.

Un matrimonio all’inglese, scritto e girato da Stephan Elliott, che si basa soprattutto sui personaggi, su una buona scrittura e sulla campagna inglese, sempre in ottima forma. Piacevole, sicuramente tra i più belli visti a Roma nella Selezione Ufficiale del Festival Internazionale del film.