una vita spericolata

Una vita spericolata, come quella che cantava Vasco Rossi, come quella che sognano tanti ragazzi, come quella che a volte ti capita tra le mani, per puro caso. Proprio come è successo ai protagonisti dell’ultimo film di Marco Ponti, al cinema dal 21 giugno per 01 Distribution in oltre 200 sale.

Tre facce fresche ma non agli esordi, tre giovani molto promettenti del panorama italiano a cui il regista ha voluto affidare tutto il peso di questo road movie, scommettendo su di loro e vincendo per la grande chimica dimostrata sul grande schermo: dal Marco Polo Lorenzo Richelmy, alla giovane promessa Matilda De Angelis, alla bella sorpresa di Eugenio Franceschini recentemente visto in Sconnessi, arrivato in sostituzione di Domenico Diele.

Tanti generi in un solo film, dalla commedia al road movie, fino ad elementi pulp e spaghetti western, in 102 minuti di corsa giù per la penisola da un paesino al confine del Piemonte dove tutto ha avuto inizio. Rossi (Lorenzo Richelmy) e BB (Eugenio Franceschini) sono migliori amici da sempre, il primo ha un officina, il secondo è un ex promessa delle corse da rally nazionali e passa le sue giornate a gestire un bar dove ci sono sempre e solo due clienti, i soliti, da quando una ferrovia ha fatto deviare il traffico e ha fatto morire tutto il commercio locale. Due giovani già arresi, sconfitti dalle difficoltà economiche ma anche sfiduciati dalla società e senza un futuro promettente davanti ai loro occhi. Dopo non aver ottenuto un prestito in banca poiché “le banche non prestano soldi a chi non ne ha”, per sbaglio, Rossi viene scambiato per un rapinatore e preso dalla confusione e impaurito, scappa con un borsone di banconote che gli viene messo in mano e porta con sé un ostaggio: si tratta di Soledad (Matilda De Angelis), una giovane attrice, anche lei in banca a litigare.

Ma i soldi rubati non appartengono alla banca ma ad una donna misteriosa (Michela Cescon), che, insieme ai suoi scagnozzi chiamati Rambo 1, Rambo 2 La Vendetta e via dicendo, li stanno cercando, oltre ad un commissario sconclusionato (Massimiliano Gallo) e i suoi poliziotti che pensano solo a mangiare. Inizia così la loro fuga sostenuti dai genitori di BB, tra cui il padre (un bravissimo Gigio Alberti) appena licenziato ma soprattutto appoggiati dall’opinione pubblica che tramite i social sta seguendo e facendo il tifo per i tre ragazzi che credono nella redistribuzione delle ricchezze, come professava il moderno profeta Bernie Sanders dall’America.

Qualche cameo divertente movimenta la pellicola (fate attenzione soprattutto ad un certo medico legale con camicia hawaiana sotto al camice) e una colonna sonora potente, composta da Gigi Meroni con la chitarra di Tom Morello dei Rage Against The Machine, accompagna il viaggio in macchina. Sul finale poi arriva Samuel, amico storico del regista, che regala un inedito intitolato Dove Scappi.

Marco Ponti ci offre un prodotto nuovo, inedito in Italia, ma sulla scia di Smetto Quando Voglio o Lo chiamavano Jeeg Robot dai colori saturi, dove la commedia incontra l’azione, i personaggi sono ben costruiti, riconoscibili e spesso e volentieri agiscono prima di pensare, dando quel tono di sana follia a tutta la pellicola. Tantissime le citazioni nel film, dalle più palesi a quelle non volute (come un richiamo a Breaking Bad che il regista ammette di non aver mai visto!). A volte si cerca la risata in modo un po’ forzato, ma Una vita spericolata rimane una commedia divertente e fresca, che offre anche tanti spunti di riflessione, in primis sulla situazione dei giovani in Italia.