Che strano chiamarsi Federico Scola racconta FelliniE’ come una riunione di famiglia, un racconto che sfiora l’autoreferenzialità ma che non può essere che così, perchè qui il soggetto e l’oggetto del racconto, la vita, l’hanno condivisa davvero. Stiamo parlando di Ettore Scola, che si è messo a raccontare, per la gioia di cinefili, innamorati di cinema e italiani orgogliosi, la vita di Federico Fellini, collega, amico e compagno di genialità cinematografica che tutto il mondo continua ad invidiarci.

La vita di Fellini ci viene raccontata per episodi, e Scola è molto attento a non essere didascalico, raccontando principalmente la passione, gli episodi, gli inizi e gli aneddoti che non tutti conoscono ma che lui ha vissuto e condiviso insieme al grande Federico. Registrazioni audio, immagini di repertorio e grandi emozioni fanno di questo documentario/racconto un film poetco, emozionante e forse un pizzico retorico, ma senza dubbio un documento affascinante che racconta non solo la figura di un genio, ma anche un pezzetto di un epoca in cui i giovani potevano sognare e realizzare i propri sogni sullo schermo, in cui Age e Scarpelli erano ancora ghost writer e il 16enne Scola guardava tutti con timida reverenza.Erano gli anni del Marc’Aurelio, la popolare rivista che ha visto passare, dalle stanze della sua redazione, tutte le grandi menti, le penne migliori e gli sguardi più famosi ed eleganti del nostro cinema.

La malinconia, propria del cinema di Scola, di amplifica in un racconto che ci mostra ancora una volta la luminosa meraviglia del cinema che fu, con uno sguardo privato, un po’ intrusivo, ma sempre divertente e allo stesso tempo struggente.

Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini è stato presentato Fuori Concorso alla 70esima edizione del Festival del Cinema di Venezia.