Voyage of Time 2Dalle profondità complesse e imperscrutabili della mente di Terrence Malick sono nati alcuni dei grandi film della storia del cinema. Opere sempre raffinate, non per forza capolavori a ogni costo, ma sempre pezzi d’arte di cui discutere, parlare, opere che aiutano ad affrontare la materia cinema con cognizione e approccio critico. Non fa eccezione il suo ultimo lavoro, Voyage of Time: Life’s Journey, documentario naturalistico presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2016 e che si colloca esattamente dietro a Tree of Life (Palma d’Oro a Cannes nel 2011).

 

Venezia 73: Terrence Malick e il suo viaggio nel tempo e nella vita in Voyage of Time Life’s Journey 

L’approccio naturalistico di Malick alla creazione e all’evoluzione del mondo e della vita sulla Terra passa attraverso le immagini colossali di una natura venerata nella sua selvaggia potenza ma anche nella sua intima bellezza e poesia. Con Voyage of Time, Malick chiude quel cerchio cominciato all’inizio della sua carriera, già da La Rabbia Giovane, che vedeva le donne portatrici di senso nelle sue storie. In particolare dopo la Pocahontas di The New World e la madre di Tree of Life, il regista texano riesce a fare il passo ulteriore aggirando le figure intermediarie e rivolgendosi direttamente alla Madre Natura, mai prima d’ora interpellata con questa immediatezza e questa serenità. Il discorso poetico si fa quindi completo e vivo alla luce di un’intenzione forte che si rispecchia anche nella doppia natura del progetto, diviso tra una formato in IMAX, documentaristico in senso scientifico più stretto, e uno cinematografico, la “versione veneziana”, che si adegua alle esigenze narrative del regista. Con questa esperienza immersiva e nuova, Malick ha voluto mettere in gioco completamente, senza filtri narrativi (per quanto siano ormai diventati sfilacciati), la sua idea cosmologica.

Voyage of TimeVisivamente e musicalmente impeccabile, Voyage of Time rappresenta una vetta tematica importante per Malick, che sfodera un’altra opera complicata e interessante, che conferma la sua abitudine a fare del grande cinema di cui si discute, che matura e cresce, che lascia traccia di sé nello spettatore e insegnamento ed esempio per chi si approccia all’arte del cinema.