Terraferma e’ un film non giudicante: non da’ risposte e non ha tesi. Il mio pubblico ideale e’ quello di un bambino di sette anni”. Così Emanuele Crialese, primo italiano in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, risponde a chi accusa il suo film di essere ‘politicamente scorretto’.

Gli applausi sono stati molti e sappiamo che Crialese ha un buon rapporto con il Lido, poichè proprio qui è stato consacrato uno degli emergenti migliori in Italia con Nuovomondo.

Giulietta (Donatella Finocchiaro), giovane vedova che ha perso il marito in mare e che vorrebbe andarsene in cerca di piu’ vasti orizzonti per se’ e per suo figlio (Filippo Pucillo) e una giovane donna africana (interpretata da Timnit T., che ha davvero una storia di migrazione alle spalle) che e’ approdata sull’isola con uno dei tanti barconi della speranza.

Girato completamente nella piccola isola di Linosa, il film appare più attuale che mai, tra barconi di immigrati e popolazioni locali pronti ad accoglierli, nonostante le differenze culturali e non. Ma, come ribadisce il regista, non si tratta di una storia d’immigrazione: è il racconto di due madri, che sperano il meglio per il futuro dei figli.