Il Fantafestival ha ospitato il 15 giugno il Bessoni’s Day, una giornata completamente dedicata al regista italiano Stefano Bessoni e alla proiezione dei suoi tre lungometraggi: Frammenti di Scienze Inesatte, Imago Mortis e Krokodyle. Il primo film, realizzato con pochissimi mezzi, si presenta come una scatola all’interno della quale diversi oggetti rimandano a storie, ricerche, letture e personaggi (proprio come accade nel film). E’ la storia del misterioso Professor Zacchìa che racconta a sua volta le vicende umane e professionali degli studenti che si avvicendano ai suoi corsi di tanatologia, anatomia e altre scienze umane. Le storie si intrecciano rimanendo sempre sul filo dell’indecifrabile, cariche di una tensione e di un fascino davvero particolari,
avvalorati dal contrappunto musicale che per tutto il film definisce la narrazione.
Il suo secondo film, Imago Mortis, è di natura completamente diversa, dal momento che è una grossa co-produzione nella quale forse Bessoni ha smarrito il suo più intimo modo di raccontare. Il film è ambientato in una scuola di cinema e racconta di Bruno, un giovane la cui famiglia è da poco morta in un tragico incidente, che poco a poco sembrerà perdere la ragione e avere continue allucinazioni. La sua regressione lo spingerà così oltre da fargli scoprire gli oscuri segreti nascosti tra le pareti della scuola.
Nonostante la buona regia e l’aspetto visivo davvero notevole, il film procede a singhiozzi, lasciando lo spettatore disorientato di fronte e diversi buchi di sceneggiatura. 
Forse desideroso di tornare a fare un cinema più sincero e personale, Bessoni si dedicherà poi ad un altro film autoprodotto, Krokodyle, che si rivela ben presto una costola di Frammenti e che ne sviluppa una delle tre storie per farne l’unico centro narrativo. Il protagonista è Kaspar, un giovane film maker profondamente immerso nei suoi pensieri e nel suo mondo immaginario fatto di disegni, pupazzi animati, alchimia e amici. Ben lontano (per fortuna) da Imago Mortis, questo film riprende a piene mani l’immaginario macabro e ironico già incontrato nel primo film, ma tutto ciò che in Frammenti poteva sembrare artigianale o poco curato, qui diventa perfetto. Il film si costruisce su una messa in scena da manuale, che rende claustrofobico l’ambiente all’interno del quale Kaspar esterna le sue ossessioni e le sue visioni. 
“Con le tecnologie odierne – continua Stefano – e le giuste competenze, chiunque può realizzare un film. E le scuole di cinema dove ho insegnato servono principalmente a questo, a creare aggregazione e progetti da realizzare insieme. Io lavoro ormai sempre con la stessa squadra creativa perché siamo diventati amici, e non c’è nemmeno bisogno di dire cosa va fatto e cosa no, diventa automatico.”
Krokodyle era già stato presentato al Fantasy Horror Award di Orvieto, e ieri al FantaFestival ha bissato la bella accoglienza della sala. L’ultimo film di Bessoniche uscirà in DVD in edicola a partire dal 25 giugno.
