Ridley ScottNon ha bisogno di presentazioni Ridley Scott (“Sir” dal 2003 per volere di Sua Maestà la Regina), uno che con quasi 50 anni di carriera ne ha fatte di ogni, e non ha di che lamentarsi, visto il successo planetario di molte sue pellicole (ci si è comprato casa a Londra, a Los Angeles e in Francia).

 

Tutto inizia con gli studi di fotografia, che portano il giovane Ridley a lavorare prima come scenografo, poi come regista, per la BBC. Nel ‘68 fonda insieme al fratello Tony (morto suicida nel 2012) la propria casa di produzione e comincia a realizzare spot, finché non debutta al cinema con I duellanti (1977). Due anni dopo ecco Alien, sci-fi di culto che terrorizzerà generazioni di spettatori e trasformerà in icona l’eroina Ellen Ripley – il personaggio di Sigourney Weaver non è che il primo di una serie di donne tostissime plasmate dal regista, come le ribelli Thelma e Louise, e l’indistruttibile soldatessa Jane. Forte del successo spaziale di Alien, Mr Scott ritenta con la fantascienza affidandosi all’esperto Philip K. Dick, ma il nuovo lavoro, Blade Runner, non esalta al box-office: ci vuole un po’ perché venga considerato un classico e uno dei film di genere più influenti nella storia del cinema, soprattutto per l’ambiente urbano futuristico, tra i più imitati ancora oggi. Con due pietre miliari in saccoccia, Ridley può fare ciò che vuole: dal fantasy Legend (con un imberbe Tom Cruise), al poliziesco Black Rain – Pioggia sporca; dal dramma femminile di Thelma & Louise, allo storico 1492 – La scoperta del paradiso, fino alle avventure de L’Albatross e al militaresco Soldato Jane. Poi il Duemila, il rilancio di Scott, che col peplum Il gladiatore porta a casa l’Oscar per il miglior film, che si aggiunge a quello per il protagonista Russel Crowe. Il valoroso Massimo Decimo Meridio, che basta un segnale che ti scatena l’inferno, inaugura il sodalizio di Sir Ridley con l’attore australiano, eroe ufficiale del regista con ben 4 collaborazioni tra il 2006 e il 2010: il sentimentale Un’ottima annata, il testosteronico American Gangster, lo spy-drama Nessuna verità e il sempreverde Robin Hood. Nel frattempo Scott ha riportato al cinema Hannibal (the Cannibal), ha fatto la guerra (Black Hawk Down) e pure Le crociate, ha smascherato Il genio della truffa e si è inventato un sequel-prequel per Alien, Prometheus.

Ora sta per tornare sugli schermi con The Counselor: niente Russel a sto giro, ma ce ne faremo una ragione. E intanto ci facciamo anche un bel pezzo di torta. HAPPY BIRTHDAY SIR!