Francesco RosiCi ha lasciati alla veneranda età di 92 anni Francesco Rosi, uno degi maestri italiani del cinema, uno degli ultimi registi dell’epoca d’oro del cinema italiano, uno di quei nomi che all’estero riescono ad associare ad un film e ad una presenza forte, importante, decisa, nel panorama culturale del nostro Paese.

Si è spento a Roma l’autore di Mani sulla città, Cadaveri Eccellenti, Diario Napoletano, mentre Napoli, sua città natale, si trova di nuovo, a pochi giorni dalla morte di Pino Daniele, a piangere la morte di un pezzo importante della sua cultura, quella verace, profonda e nobile cui Rosi ha dato voce attraverso le sue immagini.

Ha diretto grandi attori (Alberto Sordi, Sophia Loren, Gian Maria Volontè), ha fatto incursioni nel fantasy (C’era una volta…) ma si è fatto conoscere principalmente per i suoi film d’inchiesta.

Ha raccolto riconoscimenti nei Festival di tutto il mondo e ha dato voce alle bassezze di un Paese, l’Italia, e di una città, Napoli, con un feroce e implacabile ordine narrativo, e con una lucidità che sembra oggi persa dietro gli stereotipi della commediola lasciva.

Il suo ultimo film da regista, La Tregua, risale al 1997.