Avengers: Endgame

Una delle scene più esaltanti di Avengers: Endgame è senza dubbio quella in cui, quando ogni speranza sembra svanire nella battaglia finale contro Thanos, Cap impugna il Mjolnir e, con lo scudo nell’altra mano, si scaglia contro il nemico.

 

In quel momento epico, Captain America impugna il martello di Thor e con esso il potere del Tuono. Sembra però che ci sia una piccola incongruenza in questo punto, a detta di Christopher Markus, uno degli sceneggiatori del film.

In Thor: Ragnarok, quando Thor sta soccombendo a Hela, sentiamo la voce di Odino che parla al figlio e gli dice che lui non è il Dio del Martello, ma il Dio del Tuono, e che dunque il Mjolnir è solo uno strumento per veicolare il potere elettrico dei fulmini. Così, Thor si libera dalla stretta mortale della sorella e riesce a sconfiggerla, padroneggiando il fulmine senza armi, ma a mani nude.

Markus ha dichiarato a SlashFilm: “C’è stato un confronto tra noi sceneggiatori, a un certo punto, perché sapevamo già che in Ragnarok viene stabilito che Thor può utilizzare i fulmini anche senza il martello. Odino dice qualcosa tipo: “Non è mai stato per via del martello”. Cap riesce a invocare i fulmini grazie al martello, invece, ma quando pensi ad una prospettiva del genere, cioè di vedere Cap con scudo e martello che combatte contro Thanos, non puoi fare a meno di dirti: “È troppo bello per non farlo. Ne riparleremo poi”.”

In realtà, a sostegno di un Cap manipolatore di fulmini con in pugno il Mjolnir c’è sempre Odino, nel primo film di Thor, che dice “chiunque impugni questo martello, se ne sarà degno, possiederà il potere di Thor”. Sembra dunque che quella di Ragnarok sia stata solo una parentesi, molto divertente e scenografica, ma che il “canone” vuole il potere del fulmine legato al martello.

Captain America di Gabriele Dell’Otto