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L’improvvisa e a volte violenta ondata di celebrità che investe i giovani attori può avere delle conseguenze spiacevoli sulla vita dei diretti interessati, proprio nel modo in cui questi gestiscono – o non riesco affatto – un’attenzione mediatica eccessiva, oltre che i giudizi e gli sguardi del pubblico. Lo sa bene Daniel Radcliffe, che a soli 11 anni si è ritrovato nell’occhio del ciclone grazie al ruolo da protagonista ottenuto nella saga di Harry Potter, personaggio che l’avrebbe poi accompagnato lungo tutta l’adolescenza fino alla matura età.

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Proprio questo sguardo costante nei confronti dell’attore ha generato una crisi psicologica sfociata poi nella dipendenza dall’alcool, che Radcliffe ha definito la sua maniera per “affrontare la fama”:

C’è una consapevolezza con la quale ho davvero faticato, in particolare durante la mia adolescenza, quando potevo uscire per la prima volta da solo in posti dove mi sarei sentito osservato – o forse era soltanto nella mia testa – come un bar, o un pub. Nel mio caso, il modo più rapido per dimenticare quegli sguardi era ubriacarmi. E mentre lo facevo, mi rendevo conto che la gente mi stava guardando in maniera più ossessiva perché ero ubriaco…quindi credevo che avrei dovuto bere di più per ignorarlo ancora di più.

L’attore ha inoltre spiegato nell’intervista che le cose non sono mai davvero sfuggite di mano, ma che grazie al sostegno di persone care è stato capace di non oltrepassare il limite.

Bere non ha mai influito sul mio lavoro, soprattutto perché amavo ciò che stavo facendo e non avrei mai voluto smettere. Ed è così anche ora, e sono felice di interpretato Harry Potter.

Daniel Radcliffe: dieci cose che non sai sull’attore

Ri recente Radcliffe, attualmente impegnato con la promozione di Miracle Workers (serie tv che lo vede protagonista al fianco di Steve Buscemi), ha spiegato che il riavvio della saga sul maghetto al cinema è quasi “inevitabile“:

Sicuramente penso che ci sarà un’altra versione, almeno nei prossimi anni, e che sarà interessante da vedere. Al momento quei film hanno una sorta di aura sacra intorno a loro, ma credo che a un certo punto anche quella si consumerà…Sono solo curioso di vedere quando succederà.

Fonte: theoffcamerashow

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