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La notizia è stata diramata dall’autore dell’intervista che Joaquin Phoenix ha abbandonato in corso d’opera per una domanda troppo scomoda riguardante Joker, il film che lo vede protagonista nei panni dell’uomo che diventerà il clown principe del crimine di Gotham. Secondo Robbie Collins, il giornalista del Telegraph che ha condotto la chiacchierata, l’attore avrebbe lasciato la stanza quando gli è stato chiesto se Joker, in relazione al clima teso dell’attualità, potrebbe in qualche modo ispirare atti di violenza e motivare la gente a comportarsi come il personaggio.

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La domanda specifica era “Pensa che alcuni momenti del film possano perversamente finire per ispirare esattamente il tipo di persona di cui tratta il film, con risultati potenzialmente tragici?“, ma invece di rispondere Phoenix si è alzato disertando l’intervista, non prima di aver chiesto il perché di quella domanda. Più tardi è intervenuta la Warner Bros., facendo tornare l’attore per terminare il dialogo con Collins.

Le tematiche esposte dal film di Todd Phillips sono sicuramente complesse ed è molto facile individuare un parallelismo con la società odierna mettendo in piedi un discorso che va oltre la finzione cinematografica e l’intrattenimento. C’è chi leggerà Joker come un manifesto politico nell’era di Trump, chi come il racconto della discesa (o forse ascesa) di un antieroe rigettato dalla città in cui vive, trovando diverse connessioni tra realtà e fantasia.

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Vi ricordiamo che Joker vede nel cast anche Zazie BeetzFrances ConroyBrett CullenDante Pereira-OlsonDouglas Hodge e Josh Pais e che arriverà nelle sale il 4 ottobre 2019, come ufficializzato nelle ultime settimane dalla Warner Bros.

Contrariamente alle altre apparizioni del personaggio nei Batman di Tim Burton, nella trilogia del Cavaliero Oscuro di Christopher Nolan e in Suicide SquadJoker sarà ambientato negli anni Ottanta e racconterà l’evoluzione di un uomo ordinario e la sua trasformazione nel criminale che tutti conosciamo.

Ho amato il Joker di The Dark Knight, e anche quello di Jared Leto di Sucide Squad che è venuto dopo, così come il ritratto di Jack Nicholson“, ha dichiarato Phillips parlando dei possibili riferimenti alle vecchie versioni del clown principe del crimine e dell’eredità che il suo Joker si porta dietro. “Negli Stati Uniti, i fumetti sono il nostro Shakespeare, e come esistono varie versioni dell’Amleto, così noi potremmo offrire varie versioni di Joker in futuro.” “Onestamente non riusciamo ancora a credere alla vittoria di Venezia. Ci vorrà del tempo per realizzare“, ha commentato il regista nell’intervista con Variety.

Fonte: Telegraph

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