Raining in the Mountain

Prosegue in questo weekend – dopo il successo di pubblico delle prime proiezioni – la rassegna di film classici restaurati della Biennale di Venezia intitolata Classici fuori Mostra, che si tiene ogni venerdì e sabato fino al 30 agosto alla nuova Arena Giardini della Biennale.

 

Venerdì 7 agosto, alle ore 21, sarà proiettato Miracolo a Milano (1951, 100’) di Vittorio De Sica, con Francesco Golisano, Emma Gramatica, Paolo Stoppa, Guglielmo Barnabò, Brunella Bovo.  Restauro curato da Cineteca di Bologna e Compass Film.

Allevato dalla buona Lolotta (Emma Gramatica) e poi cresciuto in riformatorio, Totò (Francesco Golisano) va a vivere con altri barboni in un campo di periferia, dove un giorno si trova il petrolio. Il proprietario del terreno manda la polizia per scacciare i vagabondi, ma lo spirito di Lolotta aiuterà Totò in un modo del tutto inaspettato.

Palma d’Oro al Festival di Cannes, adattamento del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini, Miracolo a Milano è un “racconto utopico che contrappone uno spazio di umanesimo, di calore e di fantasia alla protervia di una modernità selvaggia” (Stefania Parigi). All’epoca scontentò sia la destra per i suoi risvolti ribelli (titolo provvisorio: I poveri disturbano), sia la sinistra per l’abbandono dei moduli stilistici del neorealismo.

Sabato 8 agosto, sempre alle ore 21, verrà presentato Raining in the Mountain (Pioggia opportuna sulla montagna vuota, 1979, 120’) di King Hu, con Hsu Feng, Sun Yueh, Shih Chun;  Hong Kong/Taiwan. Restauro curato dal Taiwan Film Institute.

In un monastero dove si aspetta la nomina del nuovo abate, due fazioni di ladri si contendono una preziosa pergamena.

Girato in Corea, Raining in the Mountain è uno dei capolavori più noti di King Hu, Maestro del cinema di arti marziali di Hong Kong, con le inconfondibili e fulminanti coreografie e  il consueto splendore formale. “Bellezza plastica di scenari e ambienti con la cui topografia coincide la messa in scena, costumi e arredi arcaici non di rado autentici, usanze, riti, combattimenti come balletti acrobatici, ispirati all’Opera di Pechino più che alle arti marziali, e tanti altri elementi che vengono dall’immaginazione cinese tradizionale e la ricreano, in una grande sintesi visiva e gestuale” (G. Volpi). 

Il programma dei prossimi Classici fuori Mostra

Le proiezioni si terranno alle ore 21

14 agosto

THE GO-BETWEEN (Messaggero d’amore) di Joseph Losey

con Julie Christie, Alan Bates, Margaret Leighton, Michael Redgrave, Dominic Guard, Michael Gough, Edward Fox, Richard Gibson; GB, 1971, 110’

Restauro curato da StudioCanal

“Terzo film del sodalizio tra Losey e Harold Pinter, e il più complesso. Arriva alla semplicità attraverso l’artificio più raffinato” (M. Morandini). “La sceneggiatura di Pinter è un meticoloso ritratto dell’educazione all’esistenza e al dolore, contrappuntato, in un magistrale montaggio sonoro e visivo, dai ricordi di due vecchi. Incantevoli le scene di vita associata (la preghiera comune prima di colazione, la partita di cricket, il taglio della torta di compleanno) che descrivono con inedita incisività usi e costumi di una un mondo trapassato” (G. Volpi). Palma d‘Oro al festival di Cannes.

15 agosto

KANAL (I dannati di Varsavia) di Andrej Wajda

con Teresa Izewska, Tadeusz Janczar, Wienczyslaw Glinski, Tadeusz Gwiazdowski, Stanislaw Mikulski;  Polonia, 1957, 95’

Restauro curato da Malavida Films

Da uno dei registi più amati da Martin Scorsese, un film che “non è, come si scrisse, un dramma sull’eroismo inutile della tradizione polacca. L’originalità di Wajda consiste nel porsi nella cerniera tra storia personale e storia nazionale dove i dati esistenziali (l’angoscia morale, il disfacimento della morte, la paura) si fanno razionali, costantemente visti in una dimensione politica e civile” (M. Morandini).

21 agosto

DANS LA VILLE BLANCHE (Nella città bianca) di Alain Tanner

con Bruno Ganz, Teresa Madruga, Julia Vonderlinn, José Carvhalo; Svizzera/Portogallo, 1982, 107’

Restauro curato dall’Association Alain Tanner e Cinémathèque Suisse

“All’inizio del film, Ganz fa notare alla cameriera che l’orologio del bar non segna l’ora giusta. Lei risponde: “L’orologio è giusto. È il mondo che è sbagliato”. Ed è con questa sensazione che il mondo sia fuori posto che il protagonista vive la sua solitudine urbana, usando la sua macchina da presa per registrare frammenti di realtà che spedisce alla moglie, gironzolando a caso come se si aspettasse di essere catturato dalla realtà, di essere assorbito in essa” (Frédéric Bas). “Blues sul mare e su Lisbona, un film sul tempo e sullo spazio (dunque, sul cinema) in cadenze di sogno a occhi aperti” (M. Morandini)

22 agosto

DETOUR (Deviazione per l’inferno) di Edgar G. Ulmer

con Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake, Edmund MacDonald; USA, 1945, 67’

Restauro curato da Academy Film Archive e Film Foundation, in collaborazione con Cinémathèque Royale de Belgique, Museum of Modern Art e Cinémathèque Française, con finanziamenti per il restauro forniti da George Lucas Family Foundation

“Realizzato in 6 giorni, con tutte le scene in strada girate in trasparente, da un regista viennese, maestro indiscusso del B movie hollywoodiano a basso costo, divenne il film di culto più famoso della categoria del cinema povero” (M. Morandini). “Uno di quei piccoli capolavori che venivano dalla più libera produzione di serie B, in cui l’assenza di mezzi si fa stile, ricerca di un clima e di un taglio originale. Nel film di Ulmer, la ricerca dell’insolito sfocia nell’incubo e nell’onirico, se non nell’assurdo alle soglie di Kafka” (G. Volpi)

29 agosto

L’APE REGINA – UNA STORIA MODERNA di Marco Ferreri

con Ugo Tognazzi, Marina Vlady, Walter Giller, Linda Sini, Riccardo Fellini;  Italia/Francia, 1963, 93’

Restauro curato da Cineteca di Bologna

“Denunciato e sequestrato dalla censura che impose tagli, modifiche ai dialoghi e l’uscita con un titolo diverso, è un grottesco paradossale sulla famiglia, il matrimonio e l’ideologia clerical-borghese che impregnano l’Italia. Divertente e quietamente feroce” (M. Morandini). “Umorismo nerissimo e un agghiacciante senso di morte – dell’anima, del corpo e dei sensi: uno dei film più riusciti di Ferreri” (P. Mereghetti).

30 agosto

TONI di Jean Renoir

con Charles Blavette, Jenny Hélia, Célia Montalvan, Edouard Delmont;  Francia, 1935, 84’

Restauro curato da Gaumont

“Un mondo di patriarchi e di capimastri, un mondo in cui l’arcaico – il soldo, la roba, la terra – s’intreccia con le forme di sfruttamento attuali. E il sesso è ossessione, passione, eros a fior di pelle, in un incrociarsi di destini che spingeranno Toni a pagare per un delitto che non ha commesso. Quello di Renoir è uno stupendo mélo proletario, possente e vero” (G. Volpi). Uno dei più possenti film di Renoir degli anni Trenta.