Paul Schrader
Foto di Luigi de Pompeis © Cinefilos.it

Paul Schrader, che di recente ha presentato a Venezia 78 il suo ultimo film, Il collezionista di carte, condivide con Martin Scorsese una longeva collaborazione, essendo stato sceneggiatore di moltissimi dei film del regista italo americano, tra cui Taxi Driver, Toro scatenato e L’ultima tentazione di Cristo. 

Eppure, i due sembrano avere una visione diametralmente opposta in merito a ciò che si può considerare o meno “cinema”. Il riferimento è, ovviamente, alle dichiarazioni di Scorsese del 2019, quando in occasione della promozione di The Irishman dichiarò che, dal suo punto di vista, i film Marvel “non sono cinema”.

Come ben sappiamo, i commenti di Scorsese ebbero un’ampissima risonanza, aprendo la strada ad un dibattito particolarmente accesso che vide scendere in campo tantissime altre personalità di Hollywood, tra registi, attori e sceneggiatori, come ad esempio Francis Ford Coppola e James Gunn.

Ora, in una recente intervista con GQ, Paul Schrader ha avuto la possibilità di commentare proprio quelle dichiarazioni di Martin Scorsese in merito ai film di supereroi, dichiarando che, dal suo punto di vista, i film Marvel “sono cinema”.

“Sono cinema esattamente come lo sono quei video di gattini su YouTube”, ha spiegato. “È di certo sorprendente che quello che un tempo consideravamo come intrattenimento per adolescenti sia oggi diventato il genere dominante al box office. Ogni generazione si forma attraverso strumenti differenti, che possono essere la letteratura, il teatro, la televisione, le scuole di cinema. Oggi abbiamo una generazione che si forma attraverso i videogiochi e i fumetti.”

“Non sono i registi ad essere cambiati, è il pubblico che è cambiato. E quando il pubblico preferisce guardare film meno impegnati, allora è molto, molto difficile realizzarne uno”, ha aggiunto Schrader. “Negli anni ’50, ’60, ’70 abbiamo realizzato diversi film che trattavano questioni sociali. E hanno avuto anche un discreto successo finanziario, perché il pubblico li voleva vedere. Poi qualcosa è cambiato a livello culturale. Quella tipologia di film vengono ancora realizzati, ma non rappresentano più il centro della conversazione.”