Perché Avengers: Doomsday potrebbe essere la storia di un cattivo più ambiziosa mai realizzata dall’MCU

-

Dopo anni in cui il Marvel Cinematic Universe ha cercato di ridefinire la propria identità post-Endgame, Avengers: Doomsday si presenta come il vero punto di svolta della Multiverse Saga. Non solo perché riporta al centro un grande evento corale, ma perché introduce finalmente Doctor Doom come fulcro narrativo. E questa volta, il conflitto non sarà più tra bene e male nel senso classico.

Il confronto con Thanos è inevitabile, ma rischia di essere fuorviante. Se l’Infinity Saga era costruita attorno a una minaccia chiara — un villain disposto a sacrificare metà dell’universo per un’idea distorta di equilibrio — Doomsday sembra voler complicare radicalmente questa dinamica. Doctor Doom non è un distruttore, almeno non nel modo in cui lo era Thanos. È qualcosa di più ambiguo: un uomo convinto di essere l’unico in grado di salvare il mondo.

Questo cambia completamente il baricentro del racconto. Il MCU non sta semplicemente introducendo un nuovo antagonista, ma sta provando a costruire una narrazione in cui il villain potrebbe essere, allo stesso tempo, l’unico vero salvatore. Ed è proprio questa ambiguità a rendere Avengers: Doomsday potenzialmente il capitolo più ambizioso mai tentato.

Doctor Doom non distrugge il mondo, lo salva: cosa succede davvero in Avengers: Doomsday e perché ribalta la logica del MCU

Thor in Avengers: Doomsday

Alla base di Avengers: Doomsday c’è un’idea già introdotta nel MCU: le incursioni tra universi. Quando realtà diverse entrano in collisione, il risultato è inevitabile — uno dei mondi deve scomparire. Questo concetto, spiegato in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, diventa qui il motore centrale della storia.

In questo scenario, Avengers, Fantastici Quattro e X-Men si troveranno a difendere i propri universi, in un conflitto che non ha una soluzione pulita. Ogni scelta implica una perdita. Ogni vittoria significa la distruzione di qualcun altro. Ed è proprio in questo punto di crisi totale che emerge Doctor Doom.

Diversamente dagli altri personaggi, Doom non combatte per salvare “il suo” mondo, ma per imporre una soluzione definitiva. Nei fumetti, è l’unico a trovare davvero un modo per fermare l’annientamento: ricostruisce la realtà, salva ciò che può essere salvato. Ma lo fa alle sue condizioni. Non è un atto altruistico, è un atto di controllo.

Se il film seguirà questa direzione, Doomsday non sarà la storia della sconfitta di un villain, ma della sua affermazione. Doom diventa il vincitore — non perché distrugge, ma perché riesce dove tutti gli altri falliscono. Ed è qui che il MCU rompe definitivamente con la struttura classica del genere.

Il vero tema di Avengers: Doomsday è il potere: quando salvare il mondo significa dominarlo

Thor in Avengers: Doomsday

La vera forza narrativa di Doctor Doom sta nella sua visione del potere. A differenza di Thanos, che giustificava la distruzione come mezzo per ristabilire equilibrio, Doom non vuole ridurre il mondo: vuole governarlo. E per farlo, deve prima salvarlo.

Questo crea un cortocircuito morale potentissimo. Se qualcuno salva l’intera realtà dall’annientamento, può davvero essere considerato un villain? Oppure il problema nasce dopo, quando decide di imporre la propria visione come unica possibile?

Nei fumetti, questo passaggio è chiarissimo: Doom salva il mondo e poi lo riscrive a propria immagine, diventando una figura quasi divina. Non è più solo un antagonista, ma un sistema. Un ordine imposto. Una realtà alternativa in cui tutto funziona — ma al prezzo della libertà.

Se il MCU avrà il coraggio di seguire questa linea, Avengers: Doomsday diventerà un racconto sul potere assoluto, più che sull’eroismo. E i veri protagonisti non saranno gli Avengers, ma la domanda che il film pone: è meglio un mondo imperfetto e libero, o uno perfetto ma controllato?

Dopo Thanos, il MCU cambia prospettiva: Doctor Doom non è il male, è una risposta estrema a un mondo che crolla

Robert Downey Jr.
Robert Downey Jr. sarà Dottor Destino in Avengers: Doomsday. Gentile Concessione Disney – (Photo by Jesse Grant/Getty Images for Disney)

Thanos rappresentava una minaccia esterna: qualcuno da fermare. Doom, invece, è una risposta interna al problema. Non arriva per distruggere, ma perché il sistema stesso — il multiverso — sta collassando.

Questo rende il conflitto molto più complesso. Gli eroi non combattono contro un nemico, ma contro una soluzione. E questa è una differenza enorme. Perché significa che Doom potrebbe avere ragione, almeno in parte.

Il fatto che venga interpretato da Robert Downey Jr. aggiunge un ulteriore livello di lettura. Il volto che ha incarnato Iron Man, simbolo dell’eroismo MCU, diventa ora quello di una figura che rappresenta il potere assoluto. È una scelta che non è solo narrativa, ma anche simbolica: il cuore del MCU che si trasforma nel suo opposto.

Da Doomsday a Secret Wars: perché il vero obiettivo è trasformare Doom nel “salvatore da abbattere”

Avengers: Doomsday non è un punto d’arrivo, ma un passaggio. Tutto indica che il vero payoff arriverà con Secret Wars, dove Doom diventerà una figura ancora più estrema: non solo colui che ha salvato il mondo, ma colui che lo governa.

Questo ribalta completamente la dinamica classica del finale. Gli eroi non dovranno fermare qualcuno che distrugge, ma qualcuno che ha già salvato tutto — e che ora non vuole cedere il controllo. Il conflitto diventa quindi ideologico prima ancora che fisico.

Ed è proprio qui che il MCU può compiere il salto definitivo: passare da un racconto di eroi contro villain a una narrazione in cui il vero scontro è tra visioni del mondo. Se riuscirà a mantenere questa complessità, Avengers: Doomsday potrebbe non essere solo il film più grande della saga… ma quello che ridefinisce davvero cosa significa essere un villain.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -