Christopher Nolan accenna alla durata di L’Odissea in riferimento a Oppenheimer

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L’Odissea sarà più breve rispetto a Oppenheimer, ma non meno ambizioso. A confermarlo è Christopher Nolan, che ha spiegato come la scelta sia legata a un limite tecnico: girato interamente in pellicola IMAX, il film non può superare le tre ore di durata. Un vincolo che diventa anche una dichiarazione d’intenti per uno dei progetti più attesi dell’anno.

Il regista ha sottolineato il “peso” dell’adattamento del poema di Omero, parlando di una responsabilità enorme nei confronti del pubblico. Come riportato da AP News, Nolan punta a offrire un’interpretazione “forte e sincera”, consapevole delle aspettative legate a un’opera così iconica. Il film, in uscita il 17 luglio 2026, vanta un cast corale con Matt Damon, Tom Holland, Zendaya e Anne Hathaway, e ha già registrato il tutto esaurito per alcune proiezioni IMAX mesi prima dell’uscita.

La scelta di una durata inferiore rispetto a Oppenheimer non implica un ridimensionamento, ma piuttosto una diversa gestione del ritmo. Nolan sembra voler concentrare l’epica in una forma più controllata, evitando dispersioni e puntando su un’esperienza cinematografica più intensa e continua. Un approccio coerente con la sua evoluzione registica, sempre più orientata alla precisione narrativa.

Un’epica “compressa”: come Nolan reinventa Omero per il cinema moderno

Adattare L’Odissea oggi significa confrontarsi con un immaginario già stratificato e universale. Nolan, però, sembra voler evitare la semplice trasposizione illustrativa, scegliendo invece una rilettura che unisca spettacolo e introspezione.

Il formato IMAX gioca un ruolo centrale: non solo limite tecnico, ma strumento per amplificare la dimensione visiva del viaggio di Ulisse. In questo contesto, la presenza di un cast corale suggerisce una narrazione più distribuita, dove personaggi come Telemaco (interpretato da Holland) potrebbero avere un peso maggiore rispetto alle versioni tradizionali.

Inoltre, il confronto con i precedenti kolossal è inevitabile. Nolan arriva da un successo come Oppenheimer, ma L’Odissea punta a qualcosa di diverso: non la ricostruzione storica, bensì il mito. E proprio per questo, il film potrebbe ridefinire cosa significa oggi “cinema epico”, spostando l’attenzione dalla durata alla densità narrativa.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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