Il prequel di John Rambo continua a prendere forma e aggiunge un volto chiave al suo cast: David Harbour interpreterà il maggiore Trautman, figura centrale nella formazione del protagonista. Il film racconterà le origini del celebre soldato prima degli eventi di First Blood, segnando un nuovo capitolo per il franchise reso iconico da Sylvester Stallone.
Alla regia troviamo Jalmari Helander, mentre il ruolo di Rambo è affidato a Noah Centineo, chiamato a reinterpretare una figura storica del cinema action. Il personaggio di Trautman, mentore e ufficiale superiore di Rambo, era stato originariamente interpretato da Richard Crenna nella saga classica. Le riprese si sono svolte in Thailandia, utilizzata come ambientazione per il Vietnam, e si sono concluse a marzo (fonte: THR).
Il progetto si inserisce in un momento delicato per il franchise: dopo Rambo: Last Blood, che sembrava chiudere definitivamente il ciclo di Stallone, Hollywood tenta ora di rilanciare il personaggio attraverso una rilettura delle sue origini. Una scelta che implica inevitabilmente un confronto con l’eredità iconica del protagonista.
Le origini di Rambo: può il prequel ridefinire il mito senza Stallone?
Il cuore di John Rambo sarà il periodo della guerra del Vietnam, momento cruciale per la costruzione psicologica del personaggio. È qui che John Rambo diventa ciò che il pubblico conoscerà in First Blood: un soldato segnato dal trauma, incapace di reintegrarsi nella società civile.
La scelta di David Harbour come Trautman è particolarmente significativa: il personaggio rappresenta l’unico punto di equilibrio nella vita di Rambo, una figura paterna e militare al tempo stesso. Approfondire questo rapporto potrebbe offrire una chiave narrativa più emotiva rispetto alla pura azione.
Tuttavia, il vero interrogativo riguarda l’assenza di Sylvester Stallone. Rambo è uno di quei personaggi indissolubilmente legati al suo interprete, e sostituirlo comporta un rischio elevato. Noah Centineo dovrà costruire una versione credibile del personaggio senza cadere nell’imitazione.
Se il film riuscirà a spostare l’attenzione dall’icona all’uomo — esplorando trauma, guerra e identità — allora John Rambo potrebbe non essere solo un’operazione nostalgica, ma una vera rifondazione del mito. In caso contrario, il confronto con il passato rischia di essere inevitabilmente penalizzante.
