Avengers: Doomsday si prepara a essere uno dei progetti più ambiziosi dell’intero Marvel Cinematic Universe: Kevin Feige ha confermato che sul set del film diretto dai fratelli Russo possono esserci fino a 30-35 attori contemporaneamente. Un dato che rende immediatamente chiara la portata corale del capitolo destinato a chiudere la Saga del Multiverso.
Il film, diretto da Joe Russo e Anthony Russo, vedrà il ritorno di volti storici e nuove entrate, con Robert Downey Jr. nel ruolo di Dottor Destino e un cast che include anche Chris Evans, Chris Hemsworth, Anthony Mackie, Tom Hiddleston e Sebastian Stan e veterani degli X-Men come Patrick Stewart e Ian McKellen. In un’intervista a Fandango, Kevin Feige ha dunque spiegato come la gestione di un ensemble così vasto sia resa possibile proprio dal metodo dei registi: “Ci sono giorni in cui ci sono 30 o 35 attori sul set… e loro riescono a far sentire tutti a proprio agio, permettendo di sviluppare ulteriormente i personaggi.”
Dal punto di vista creativo, le dichiarazioni dei Russo chiariscono l’approccio: ogni personaggio viene trattato come se fosse il centro del film. Anthony Russo ha sottolineato che il processo consiste nel “guardare l’intero film dal punto di vista di ciascun personaggio”, mentre Joe Russo ha parlato di una lavorazione “organica, viva”, in continuo mutamento, con riscritture costanti in base alle idee emergenti sul set.
Questa impostazione segnala un cambio rilevante: Avengers: Doomsday non sarà solo un evento spettacolare, ma un esperimento narrativo complesso, dove la gestione del punto di vista diventa la vera sfida. In un contesto in cui la Saga del Multiverso ha spesso sofferto di dispersione, Marvel sembra puntare su un equilibrio più dinamico tra spettacolo e caratterizzazione.
Una narrazione corale senza precedenti: come Marvel vuole chiudere la Saga del Multiverso
L’enorme numero di personaggi coinvolti suggerisce che Avengers: Doomsday sarà strutturato come una rete di archi narrativi interconnessi piuttosto che come una storia lineare. La presenza simultanea di eroi MCU e varianti provenienti da altri universi — inclusi gli X-Men — indica un tentativo di convergenza definitiva tra linee narrative finora parallele.
Il ritorno di Robert Downey Jr. in un ruolo completamente diverso, quello di Victor Von Doom, è forse l’elemento più simbolico di questa operazione: un ribaltamento identitario che riflette il tema centrale della saga, ovvero la moltiplicazione e la crisi delle identità nel multiverso. Allo stesso modo, il coinvolgimento di attori storici come James Marsden e Alan Cumming suggerisce un dialogo diretto con il passato cinematografico Marvel.
Dal punto di vista narrativo, è plausibile che il film utilizzi una struttura a blocchi, dove gruppi di personaggi affrontano linee parallele destinate a convergere nel finale, seguendo un modello già visto in Avengers: Infinity War ma amplificato su scala multiversale. La sfida sarà evitare la frammentazione emotiva, mantenendo un nucleo tematico forte — probabilmente incarnato da Doom — capace di tenere insieme l’intero racconto.
Se questo equilibrio verrà raggiunto, Avengers: Doomsday potrebbe non solo chiudere la Saga del Multiverso, ma ridefinire il concetto stesso di film corale nel cinema blockbuster contemporaneo.

