Disclosure Day: David Koepp spiega il ruolo della giornalista nel finale del film

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Tra le numerose sorprese di Disclosure Day (leggi qui la nostra recensione), il nuovo film di fantascienza diretto da Steven Spielberg, ce n’è una che sta facendo discutere spettatori e critici: l’introduzione di un personaggio completamente nuovo proprio nelle battute finali della storia. Una scelta narrativa insolita che, secondo lo sceneggiatore David Koepp, si è rivelata fondamentale per il potente impatto emotivo del film.

Durante un’intervista a ScreenRant, Koepp ha raccontato il ragionamento dietro la decisione di affidare gli ultimi minuti della pellicola a una giornalista televisiva interpretata da Courtney Grace. Nel film, il personaggio appare mentre vengono trasmessi in diretta documenti e filmati che cambiano per sempre la percezione dell’umanità sull’esistenza della vita extraterrestre. Secondo lo sceneggiatore, Spielberg era convinto che il pubblico avesse bisogno di un punto di vista esterno attraverso cui vivere quegli eventi. “Steven cerca l’umanità in ogni singolo personaggio. Anche se qualcuno attraversa lo sfondo con una pagnotta di pane, vuole sapere com’è la sua giornata, se è felice o triste.” 

Lo sceneggiatore ha poi aggiunto: “E ovviamente lui stesso possiede una grande umanità, e la mette in primo piano nei suoi film. L’idea che un nuovo personaggio entri in scena dopo due ore di film. Non abbiamo mai visto questa donna prima d’ora, e lei ci accompagnerà negli ultimi sette, otto minuti del film.”

Koepp ha inoltre spiegato quanto fosse rischioso affidare il climax del film a un volto mai visto prima: “L’idea era davvero audace, perché avrebbe potuto facilmente non funzionare. Se l’attore non fosse stato straordinario, sarebbe stato un problema enorme. Fortunatamente Courtney Grace è un’attrice meravigliosa. ma anche quel personaggio è un surrogato del pubblico. Non volevamo che fosse qualcuno che sapeva già tutto a raccontarcelo. Ci aiutano con le nostre reazioni se le provano contemporaneamente a noi.”

La giornalista diventa così una sorta di rappresentante dello spettatore, reagendo in tempo reale alle immagini che scorrono sullo schermo. Un momento particolarmente intenso arriva quando il personaggio, sopraffatto dall’emozione, pronuncia la frase: “Mi dispiace tantissimo.” Un passaggio che, secondo Koepp, accompagna perfettamente le stesse emozioni provate dal pubblico. “E c’è un momento, – conclude Koepp – in cui lei sta parlando, sta cercando di dare la notizia, e si commuove, e dice: “Mi dispiace tantissimo”. Ed è così commovente, e va di pari passo con i nostri sentimenti e le nostre reazioni. Penso che quell’idea abbia dato ottimi risultati. Avrebbe potuto andare male, ma non è stato così.”

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Courtney Grace in Disclosure Day
Courtney Grace in Disclosure Day. Foto di © Universal

Perché la giornalista del finale è diventata il volto emotivo di Disclosure Day

Nel corso del film, la storia segue principalmente Daniel Kellner (Josh O’Connor), esperto di cybersicurezza in possesso di informazioni segrete sugli extraterrestri, e Margaret Fairchild (Emily Blunt), meteorologa che sviluppa misteriose capacità mentali legate a eventi del suo passato. Sono loro a guidare la narrazione fino al terzo atto, quando riescono finalmente a diffondere prove inconfutabili dell’esistenza di vita aliena.

Proprio nel momento in cui la verità viene mostrata al mondo, però, Spielberg sposta l’attenzione su un personaggio apparentemente secondario. La giornalista interpretata da Courtney Grace osserva insieme agli spettatori immagini e documenti che confermano decenni di insabbiamenti governativi. La sua reazione controllata ma profondamente umana trasforma una semplice esposizione di informazioni in un’esperienza emotiva collettiva.

La scelta funziona anche perché Grace porta sullo schermo un’esperienza reale. Prima di intraprendere la carriera di attrice, infatti, aveva lavorato come giornalista televisiva, produttrice e conduttrice di notiziari. Un dettaglio che contribuisce a rendere autentica la sua interpretazione e che molti spettatori hanno notato immediatamente. Sui social, numerosi commenti hanno sottolineato come la sua breve apparizione riesca a dare credibilità all’intera sequenza finale.

Dal punto di vista narrativo, questa decisione racconta molto della filosofia cinematografica di Spielberg. Invece di concentrarsi esclusivamente sullo spettacolo della rivelazione aliena, il regista sceglie di mostrare l’effetto che quella scoperta produce sulle persone comuni. È un approccio che richiama opere come Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. l’extra-terrestre, dove il vero centro della storia non sono mai gli alieni, ma le reazioni umane di fronte all’ignoto.

In questo senso, il finale di Disclosure Day sembra voler suggerire che la rivelazione più importante non riguarda ciò che esiste nello spazio, ma il modo in cui l’umanità reagisce quando le proprie certezze vengono improvvisamente messe in discussione. Ed è probabilmente per questo motivo che un personaggio presente soltanto negli ultimi minuti riesce a lasciare un segno così profondo nella memoria degli spettatori.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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