Hustlers

La Selezione Ufficiale della quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma ospiterà oggi, mercoledì 23 ottobre, tre film: Hustlers di Lorene Scafaria, storia di spogliarelliste fra poliziesco e dramma, Where’s My Roy Cohn? di Matt Tyrnauer, viaggio nelle arti oscure della politica americana e 438 Days di Jesper Ganslandt, profonda riflessione sulla libertà di parola e di stampa.

 

Alle ore 19.30 (Sala Sinopoli) si terrà Hustlers di Lorene Scafaria. “Presentiamo un mondo che magari si è già visto in tanti film e tante serie tv, ma lo facciamo da una prospettiva diversa, quella delle ballerine – ha spiegato la regista – È un’epica combinazione di un poliziesco, un film drammatico e una storia di spogliarelliste, nonché un’esplorazione della crisi economica che ha sconvolto le vite di tante persone, comprese quelle dei nostri personaggi”.

In Hustlers, Destiny fa la spogliarellista per provvedere a sé stessa e alla nonna. La sua vita cambia quando fa amicizia con Ramona, la stella del locale. Destiny impara da Ramona come conquistare il pubblico maschile, soprattutto la clientela di Wall Street, e che, quando si fa parte di un sistema corrotto, bisogna sfruttare piuttosto che farsi sfruttare. Destiny, Ramona e altre ballerine che si uniscono a loro, escogitano un piano per cambiare le regole del gioco, ma la situazione sfuggirà al loro controllo.

NOTE DI REGIA: Presentiamo un mondo che magari si è già visto in tanti film e tante serie tv, ma lo facciamo da una prospettiva diversa, quella delle ballerine. È un’epica combinazione di un poliziesco, un film drammatico e una storia di spogliarelliste, nonché un’esplorazione della crisi economica che ha sconvolto le vite di tante persone, comprese quelle dei nostri personaggi. L’articolo di Jessica Pressler raccontava efficacemente la storia di queste affascinanti protagoniste, sempre sotto giudizio e stigmatizzate per la loro professione, e delle amicizie profonde che a volte fanno finire nei guai. Mi sono immedesimata in tutto ciò che affrontano, comprese la lotta contro la solitudine e la ricerca dell’indipendenza. Sono mamme, amiche, sorelle e figlie in grado di creare legami importanti che vanno oltre le loro differenze.

Non scrivo i personaggi con attori specifici in mente, ma appena ho finito la sceneggiatura, mi è sembrato subito evidente che la voce di Jennifer Lopez era presente nelle pagine ancora prima che la immaginassi nei panni di Ramona. Era destino. Jennifer è Ramona in carne e ossa, fa quasi paura. Dà al personaggio un tono irriverente e allusivo, ma anche un concreto realismo. Non volevo biasimare nessun lavoro e nessun genere. Anche se le ragazze lavorano in un sistema di valori che può essere insidioso, mi dispiace anche per i personaggi maschili, che sono considerati soprattutto per la loro ricchezza e il loro potere, proprio come le donne sono considerate per la loro bellezza. Il sistema è malato per entrambi i generi.