Go Nagai
foto di Aurora Leone
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La Festa del Cinema di Roma 2017, in collaborazione con Alice nella città, presenta in anteprima mondiale Mazinga Z Infinity, il nuovo film del robot gigante creato da Go Nagai 45 anni fa e ancora amatissimo.

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Proprio il maestro Nagai è arrivato a Roma per raccontare il nuovo film e il futuro del personaggio.

Qual è il rapporto di Mazinga Z e di Go Nagai con l’Italia?

“Quando l’ho pensato, ho indirizzato la mia creatura ai bambini giapponesi. Non immaginavo assolutamente che avrebbe attraversato l’oceano e il mondo, quindi il fatto che i temi scelti, questo robot, abbiano superato il mare e siano arrivati fino a qui, mi rende molto felice.”

I temi del manga sono sempre stati più duri e crudi di quelli dell’animazione, ma adesso questa differenza è stata appianata. Oggi, Mazinga Z parla sempre ai bambini o a un pubblico di adulti?

“Gli stessi protagonisti della storia sono cresciuti e affrontano temi più complicati adesso, ma l’assunto di base è sempre lo stesso, si combatte contro il male. Resta completamente attuale.”

Il film racconta di un nuovo inizio di Mazinga Z. È corretto interpretarlo in questi termini?

“Per la prima volta una storia di Mazinga Z non parte da un’ambientazione giapponese, quindi, sì, c’è un’apertura, un nuovo inizio che speriamo possa dare nuovi frutti. Sicuramente ci saranno nuove strade. Io ho sempre puntato sul futuro e lo stile nuovo del nuovo personaggio preannuncia nuove battaglie.

Il futuro sarà quello che porta in direzione di un universo condiviso in cui si riuniscono le sue creazioni e che dovrebbe ricalcare quello realizzato da Marvel al cinema.”

Il Dottor Inferno dice di essere tornato perché gli umani, i politici sono stati incapaci di gestire la pace. Il nuovo Mazinga Z riflette su questo aspetto?

“Era importante che si parlasse di valori condivisi. I protagonisti si riuniscono per avere uno scopo, un obbiettivo comune. Era importante anche che i temi trattati venissero attualizzati. Nella società moderna, la diversità di pensiero può essere qualcosa di pericoloso, nel senso che se non si ha uno scopo comune è difficile affrontare le difficoltà.”

Come sta vivendo il nuovo conservatorismo in Giappone?

“La situazione politica giapponese va verso la chiusura, certo io non mi andrò ad esporre per quello che penso in merito. Ma da persona sono preoccupato per quelle che possono essere le relazioni con i Paesi che ci stanno intorno, e vorrei che venisse data la priorità alla coesistenza pacifica.”

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