a4.inddLe Giornate degli Autori, promosse da Anac e 100autori, realizzate nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presiedute da Roberto Barzanti e dirette da Giorgio Gosetti, entrano nella loro età adulta dopo un decennio di consenso diffuso e di affermazioni convincenti, grazie al sostegno convinto di tutti coloro che, fin dal primo anno, hanno guardato al nostro lavoro con simpatia, attenzione, rigore critico e vera partecipazione. Le istituzioni, i media, i partner e gli sponsor – certo – ma soprattutto grazie al pubblico e agli addetti ai lavori che hanno fatto della sezione autonoma e indipendente della Mostra un successo stimolante e ogni volta diverso.

Ricominciare dall’undicesima edizione significa rimettersi in gioco e questo abbiamo inteso fare con una selezione ormai storicamente “asciutta” – appena dodici film e qualche evento speciale negli undici giorni di programmazione -, una serie di iniziative mirate ai temi che le associazioni degli autori hanno ritenuto di stretta attualità, un tono generale che cerca la provocazione e la diversità. Non per il piacere di stupire e di scandalizzare, ma per rispondere alla richiesta di novità e di intelligenza che il pubblico ormai attende con insistenza dai grandi festival, per non vederli ridotti a semplice vetrina del consenso. Nel motto «scopriamo un nuovo pubblico per un cinema nuovo» c’è tutta la nostra sfida dei prossimi anni che punta a uno svecchiamento deciso dei linguaggi e delle liturgie, a un cinema “giovane” nelle intenzioni e nelle esigenze.

Tutte le opere prime delle Giornate degli Autori concorreranno al Leone del Futuro – Premio Luigi De Laurentiis per il miglior esordio di tutta la Mostra; sono confermati il Label di Europa Cinemas (Programma Media) per il miglior film europeo e il Premio Fedeora (federazione della critica euro-mediterranea) per il miglior film e il miglior esordiente. Ma da quest’anno nasce anche uno speciale riconoscimento (che sarà un autentico sondaggio tra un campione di spettatori molto particolari): il Premio Venice Days che attribuirà 20mila euro divisi equamente tra il regista vincitore e il distributore internazionale della pellicola scelta.

Un Premio del Pubblico scelto dagli spettatori accreditati alla Mostra viene invece messo in palio dal main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas. Insieme a questo partner “storico” che ci segue fin dalla fondazione delle Giornate nel 2004, il nostro ringraziamento va alle istituzioni pubbliche (Direzione Generale Cinema del MiBACT e il Parlamento europeo) e ai soggetti privati (in prima fila il creative partner Miu Miu, la SIAE, Toscana Castelfalfi Resort, Santa Margherita) senza i quali non saremmo in grado di portare a Venezia la voce degli autori. E un grazie va ovviamente alla Fondazione La Biennale di Venezia e alla Direzione della Mostra con cui da sempre collaboriamo con lealtà pur nella nostra indipendenza.

Teniamo in modo particolare alle iniziative speciali che trovano posto nel nostro programma tra le sale del Casinò (Perla e Perla 2), il Film Market all’Hotel Excelsior e l’ormai storica Villa degli Autori che per l’occasione ha nuovamente trasformato la sua immagine e si è arricchita di nuovi spazi e servizi.

Per il terzo anno portiamo a Venezia con Miu Miu il programma “Women’s Tales” dedicato alla creatività femminile con la presentazione di due cortometraggi nella giornata del 28 agosto e quattro incontri con protagoniste del cinema mondiale il 29 e 30 agosto.

Per il quinto anno, grazie alla Commissione Cultura del Parlamento europeo, a Europa Cinemas e a Cineuropa realizziamo il programma “28 Volte Cinema” che, nel segno del Premio LUX, riunisce in un inedito campus formativo 28 giovani spettatori provenienti dai 28 paesi dell’Unione Europea.

Rilanceremo la partnership con il Tribeca Film Festival, un dialogo tra due “isole della cultura” che porterà a Venezia, per il secondo anno consecutivo, un lungometraggio statunitense rivelatosi a Tribeca e che proprio alle Giornate comincia il suo percorso internazionale.

Festeggiamo il progetto speciale “100+1: cento film e un paese, l’Italia” che, lanciato dal critico Fabio Ferzetti nel 2006, si è trasformato via via in una realtà-pilota grazie alla collaborazione delle istituzioni territoriali laziali e ora, insieme alla Regione Lazio, a Istituto Luce Cinecittà e al programma “Cinema e Storia”, è una iniziativa che si apre anche alla scena internazionale.

Uno speciale ringraziamento infine ai nostri media partner (Cinecittà News, Cineuropa, Fred, web radio&tv dei festival, Ciak, la 27ma Ora, pagina al femminile di Corriere.it), e ai partner tecnici: specialmente a Sub-ti (che ancora una volta rende possibile il sottotitolaggio elettronico dei nostri film), I-Club, Frame By Frame (cui si deve la nostra sigla con le musiche dei Têtes de Bois), L’Eco della Stampa, 64 Biz che cura la digitalizzazione dei nostri filmati e Immagine & Strategia (che cura tutta la nostra immagine e firma il manifesto dell’anno, a cura di Antonella e Maria Teresa Pizzetti).

La selezione

Il gioco del fil rouge appassiona ogni anno la stampa e i selezionatori, soprattutto prima che la festa cominci, quando è necessario incasellare titoli e autori ancora da scoprire. Nella realtà si cerca il buon cinema – verrebbe da dire il cinema necessario – da un’edizione all’altra, appassionandosi al percorso degli autori più amati e più legati alla nostra proposta, andando in cerca di nuovi talenti, accompagnando il coraggio e le sfide diverse di registi famosi. Il programma si compone allora sulla base della migliore offerta, della possibilità reale, talvolta della fortuna e dell’azzardo. Capita così che, con le dovute eccezioni, la selezione 2014 delle Giornate punti specialmente sulle mille facce della gioventù attuale e sul modo in cui autori adulti cercano di raccontarla, di captarne l’inquietudine, la rabbia, il disagio e le attese. Capita così che abbiamo scelto la strada della provocazione e dell’eccesso per illuminare un cinema che in tutto il mondo fotografa una trasformazione profonda della società. Capita che abbiamo forzato all’estremo l’identità del nostro brand verso la ricerca da un lato e l’intrattenimento intelligente dall’altro. Se il cinema deve essere l’istantanea del tempo scattata in anticipo, grazie alla sensibilità degli artisti, allora ci auguriamo che questa selezione restituisca al festival – che del resto sembra muoversi sulla stessa linea d’onda con diversa sensibilità – il piacere della scoperta.

Da sempre crediamo di dover svolgere un ruolo complementare rispetto alla Mostra, in una leale competizione che aumenti le possibilità e le occasioni di trovare un cinema nuovo e vitale. Ancora una volta vorremmo essere giudicati per questo.

I numeri delle Giornate

Tra gennaio e luglio abbiamo ricevuto 678 lungometraggi, ma aggiungendo festival e mercati il numero dei film visionati sale a circa 1.350. Alla fine abbiamo scelto 20 film, di cui 6 opere prime e 3 cortometraggi, provenienti da 12 paesi.

Organizzeremo 14 incontri all’Hotel Excelsior e alla Villa degli Autori e collaboreranno con noi 14 volontari del Dams di Bologna e dello Iulm di Milano. Alla Villa serviremo 1.100 pasti mettendo in tavola oltre 600 bottiglie di vino, spumante italiano, birra e grappa, organizzeremo la prima deliberazione di giuria in diretta streaming nella storia dei festival cinematografici, inviteremo i registi esordienti di Biennale College, offriremo al campus di “28 Volte Cinema” tre laboratori di formazione e sei incontri con registi e addetti ai lavori.

Il Premio Venice Days

Gli autori non premiano gli autori: è un principio che ha sempre guidato il nostro lavoro e a cui non deroghiamo neppure nell’anno in cui istituiamo il Premio Venice Days. Nessuna giuria tradizionale in campo, nessun rituale consueto. Vogliamo invece che sia il pubblico – per quanto si tratti di un campione accuratamente selezionato e internazionale – a prendere in mano il senso stesso di un riconoscimento, facendone oggetto di riflessione e dibattito. Proprio ciò che a nostro avviso si è perso nella tradizione delle grandi rassegne e che va invece riconquistato come strumento per costruire una nuova platea di spettatori appassionati. Così i giurati del Premio Venice Days saranno i 28 ragazzi di “28 Volte Cinema”: competenti, motivati, diversi per sensibilità e formazione e chiamati a dibattere per 10 giorni, attraverso il confronto con i film della nostra selezione, sul senso del cinema di oggi, sul lavoro degli artisti e sul valore di ogni pellicola, sia essa firmata da un esordiente o da un autore consacrato. Per stimolarli, guidarli, dialogare con loro abbiamo voluto un Presidente di giuria scelto tra i professionisti internazionali più stimati e un direttore di festival che farà le veci di un vero e proprio tutor organizzando i lavori della giuria. Siamo convinti che le fasi preparatorie e la discussione finale che porterà al verdetto e che sarà pubblica – vi potranno assistere sia quanti saranno alla Villa degli Autori la mattina del 5 settembre, sia quanti vorranno collegarsi in diretta streaming – saranno inedite occasioni di confronto sui film, una vera e propria lezione di cinema da cui far emergere una scelta, magari irrituale, ma non per questo meno professionale e qualificata.

Al vincitore del Premio Venice Days verrà consegnato un assegno di 20mila euro da dividere in parti uguali tra il regista del film e il suo venditore internazionale. Pensiamo si tratti di un sostegno concreto sia alla creatività dell’autore che alla visibilità nel mondo dell’opera così segnalata dalle Giornate.

Personaggi in Villa

Il glamour non è il nostro mestiere e sul nostro ideale tappeto rosso si vola con uno skateboard o si cammina per andare fino alla sala, il luogo più bello del mondo in cui scoprire il grande cinema di domani. Eppure, grazie alla fiducia di produttori, autori e distributori, è già lunga la lista dei personaggi di spicco che saranno con noi quest’anno: Jeanne Balibar, Barbora Bobulova, Nicolas Bouchaud, Laurent Cantet, Sandra Ceccarelli, Shawn Christensen, Roberto Citran, Alex De la Iglesia, Ivano De Matteo, Guillaume De Tonquédec, Felice Farina, Iaia Forte, Alessandro Gassmann, Claudio Giovannesi, Christophe Honoré, Kim Ki-duk, Esteban Lamothe, Luigi Lo Cascio, Alina Marazzi, Pietro Marcello, i Masbedo, Giovanna Mezzogiorno, Leonardo Padura Fuentes, Francesco Pannofino, Jorge Perugorría, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher, Emmy Rossum, Maya Sansa, Raymond Thiry, Filippo Timi, Jorge Valdano, Lambert Wilson.

Ma la lista è destinata naturalmente ad allungarsi perché da sempre la Villa degli Autori è il luogo d’incontro di quanti, giunti alla Mostra, trovano nel nostro giardino il loro “posto delle fragole”.

IL PROGRAMMA

SELEZIONE UFFICIALE

Film d’apertura – Fuori competizione

ONE ON ONE di Kim Ki-duk

con Don Lee, Kim Young-min, Lee Yi-kyung, Cho Dong-in, Yoo Teo

Corea del Sud, prima internazionale

produzione Kim Ki-duk Film – vendite internazionali Finecut

distribuzione italiana Fil Rouge Media

Una studentessa viene rapita, stuprata, assassinata. Sette persone, appartenenti alla setta delle Ombre (The Shadows), terrorizzano i sette sospettati del delitto. “Ma chi di quei sette sei tu?”.

Di One on One il regista ha detto: «È un film sul posto in cui vivo, la Corea. Che si sia d’accordo o meno con il finale del film, se non ci si sente ammazzati non bisogna mettersi a guardarlo. L’ho fatto perché qualcuno capisca. Sennò non ha senso. Questo è ciò che siamo noi ora».

 

EL 5 DE TALLERES di Adrián Biniez

con Esteban Lamothe, Julieta Zyllberberg

Argentina, prima mondiale

vendite internazionali Films Boutique

Si chiama Patón Bonassiolle, ha trentacinque anni, gioca a calcio ed è il capitano di una squadra della serie C argentina. Mentre la sua relazione sentimentale con Ale risente della frustrazione di un uomo che si scopre senza futuro, Patón capisce che dopo una “vita da mediano”, deve confrontarsi con la vita reale in cui i sogni sono morti prima dell’alba.

Il nuovo film dell’autore di Gigante racconta una società in cui il disagio batte alla porta e il vero eroe è il perdente. Una giornata dei Venice Days è dedicata anche per questo all’Argentina di oggi.

 

RETOUR A ITHAQUE (RITORNO A L’AVANA) di Laurent Cantet

con Jorge Perugorría, Isabel Santos, Pedro Julio Díaz Ferran, Fernando Hechevarria

Francia, Belgio, prima mondiale

vendite internazionali Funny Balloons – distribuzione italiana Lucky Red

Scritta dal romanziere cubano Leonardo Padura con il regista, la sceneggiatura comincia su una terrazza che sovrasta l’Avana, al tramonto. Cinque amici sono riuniti per festeggiare il ritorno di Amadeo dopo sedici anni di esilio. Dal crepuscolo all’alba, rievocano la loro giovinezza, il gruppo che formavano, la fiducia che avevano nel futuro, ma anche le loro delusioni.

Il vincitore della Palma d’Oro (La classe) ritorna con un racconto intimo, quasi l’istantanea di una generazione che deve fare i conti con le scelte fatte o subite da ciascuno.

 

 

BEFORE I DISAPPEAR di Shawn ChristensenOpera prima

con Shawn Christensen, Fatima Ptacek, Emmy Rossum, Paul Wesley

Stati Uniti, Regno Unito, prima internazionale

produzione Fuzzy Logic Picture

Al punto più basso della sua resistibile esistenza Richie riceve una telefonata che potrebbe cambiargli la vita: la sorella gli chiede di badare per qualche ora alla nipotina Sophia di undici anni. Non sa in che guaio sta per cacciarsi…

Sviluppato a partire dal cortometraggio Curfew con cui ha vinto l’Oscar nel 2013, il film d’esordio dell’attore e regista Shawn Christensen è stato la rivelazione del cinema indipendente americano di quest’anno. L’impianto narrativo è da classica commedia degli equivoci, ma lo sviluppo rivela un talento del tutto originale.

 

I NOSTRI RAGAZZI (THE DINNER) di Ivano De Matteo

con Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova

Italia, prima mondiale

produzione Rodeo Drive, Rai Cinema – con il contributo del MiBACT – distribuzione italiana 01 Distribution – vendite internazionali Rai Com

Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita, uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato e le loro rispettive mogli perennemente ostili l’una all’altra, s’incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso. Fino a quando, una sera, una bravata dei rispettivi figli manda in frantumi l’equilibrio delle due famiglie. Liberamente ispirato al libro La cena di Herman Koch, la storia entra violentemente nella realtà borghese della famiglia scardinandone le fondamenta. Il nuovo film dell’autore de Gli equilibristi.

LES NUITS D’ETE di Mario Fanfani Opera prima

con Guillaume de Tonquédec, Jeanne Balibar, Nicolas Bouchaud

Francia, prima mondiale

produzione 24 mai Production vendite internazionali Le Pacte

Nella Francia del 1959, mentre i coscritti partono per l’Algeria, Michel e Hélène vivono la loro esistenza di coppia esemplare. Lui è un notaio ambizioso, lei divide il suo tempo tra le opere di beneficenza e l’educazione del figlio. Sarebbe un quadro perfino banale se Michel non nascondesse un segreto inconfessabile. Il regista e la sceneggiatrice Gaëlle Macé (Grand Central) si sono ispirati a un volume fotografico sul travestitismo maschile degli anni Cinquanta e Sessanta, e hanno ambientato la storia nella regione di Strasburgo con speciale attenzione a un contesto d’epoca in cui “la Francia perse la sua innocenza e vide stroncare con durezza l’anelito alla libertà”.

PATRIA di Felice Farina

con Francesco Pannofino, Roberto Citran, Carlo Gabardini

Italia, prima mondiale

produzione Nina Film – con il contributo del MiBACT – con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – distribuzione italiana Istituto Luce Cinecittà

Un operaio, un sindacalista e un impiegato, arroccati in cima a una torre mentre la loro fabbrica si prepara a chiudere per la crisi economica, raccontano e rivivono i passaggi della vita italiana sul filo di trenta anni di emozioni e drammi, dal delitto Moro a oggi. Dall’alto e da lontano guardano un paese che non riescono più a interpretare. Non un film sulla memoria, non un instant movie sulla crisi, ma il flusso di coscienza di una generazione. Dal libro omonimo di Enrico Deaglio.

METAMORPHOSES di Christophe Honoré

con Amira Akili, Sébastien Hirel, Damien Chapelle

Mélodie Richard, Georges Babluani, Vimala Pons

Francia, prima mondiale

produzione Les Films Pelléas – vendite internazionali MK2

Quando Europa scappa da scuola a bordo di un camion guidato da un giovane fascinoso di nome Giove, sa ben poco del viaggio iniziatico che la aspetta. Appena oltre l’asfalto dell’autostrada c’è una terra abitata da dei potenti che sanno trasformare gli uomini in animali e piante in un batter d’occhio. Giove, Bacco, Orfeo: Europa tutto guarda, ascolta e impara in questo confronto fra dei e mortali, assaporando il sapore più intenso della vita e dell’amore nel confronto con questi dolcissimi e micidiali seduttori. Le pagine di Ovidio rivivono in una scena contemporanea in cui ciascuno dà nomi nuovi al mito antico.

 

TUSSEN 10 EN 12 (BETWEEN 10 AND 12) di Peter HoogendoornOpera prima

con Raymond Thiry, Nasrdin Dchar, Cynthia Abma, Olga Louzgina, Elise van’t Laar, Ko Zandvliet

Belgio, Francia, Olanda, prima mondiale

produzione Keren Cogan Films, Phanta Film

Ambientato in una classica giornata estiva, questo film descrive gli effetti devastanti della notizia che due normali poliziotti sono incaricati di portare a una famiglia; una notizia che cambierà per sempre la vita di altre persone. Man mano che il viaggio dei due poliziotti prosegue, la loro auto diventa sempre più affollata: a ogni sosta si aggiunge un membro della famiglia con il suo carico di dolore e sgomento. «C’è una tensione che attraversa la vita – dice il regista – e collega le orribili tragedie che ci colpiscono e l’essenza delle preoccupazioni quotidiane cui facciamo fronte. È questa tensione che mi ha affascinato».

 

MITA TOVA (THE FAREWELL PARTY) di Sharon Maymon e Tal Granit

con Zeev Revah, Levana Finkelstein, Alisa Rozen, Ilan Dar

Israele, prima mondiale

produzione Pie Films – vendite internazionali Beta Cinema

Un gruppo di anziani che vivono insieme in una casa di riposo si ingegnano a mettere a punto un rudimentale strumento per dare la “dolce morte” a un amico che vuole finire la sua vita con dignità, nonostante una legislazione che vieta l’eutanasia. Ma quando la notizia si sparge sempre più ospiti della casa di riposo si rivolgono agli improvvisati inventori e li mettono di fronte a un dilemma senza soluzione obbligata. Una black comedy dolce e aspra sulla vita e la morte, sul difficile momento di congedarsi dalla vita. Dai produttori di Bethlehem, un film sorprendente che conferma la vitalità della cinematografia dell’anno.

THE GOOB di Guy MyhillOpera prima

con Liam Walpole, Sean Harris, Sienna Guillory, Olivier Kennedy, Marama Corlett

Regno Unito, prima mondiale

produzione Emu Films

Nel pieno di un’ondata di calore che stringe alla gola la campagna assolata di Fenland, il sedicenne Goob Taylor incontra la seducente Eva. Fino ad allora Goob ha passato le sue estati ad aiutare la mamma. Ma adesso la donna ha altri pensieri per la testa, dopo che ha incontrato, a sua volta, uno straniero affascinante come Gene Womack. Goob tutto a un tratto si sente un pensiero ingombrante e comincia a sognare per sé una vita diversa.

Dai produttori di Catch Me Daddy presentato all’ultimo festival di Cannes.

 

ASHA JAOAR MAJHE (LABOUR OF LOVE) di Adityavikram SenguptaOpera prima

con Ritwick Chakraborty, Basabdutta Chatterjee

India, prima mondiale

produzione Salaam Cinema

Come in un racconto di Italo Calvino, marito e moglie condividono la stessa casa e un amore intenso ma sono costretti a non incontrarsi quasi mai. Se non quando il destino decide di forzare, come per caso, le regole della loro faticosa esistenza. Lei lavora di giorno, lui di notte; lei prepara pranzi che non mangerà; lui fa la spesa per una casa che non vive. Sullo sfondo la periferia popolosa di Calcutta stretta nella morsa della crisi economica, del lavoro che non c’è o che non basta, della depressione e del silenzio.

In questa sorprendente opera prima tutte le voci e i rumori vengono dall’esterno. Nella casa nessuno parla.

HE OVAT PAENNEET (THEY HAVE ESCAPED) di JP Valkeapää

con Roosa Söderholm, Teppo Manner, Pelle Heikkilä, Petteri Pennilä

Finlandia, Olanda, prima mondiale

produzione Helsinki-filmi – vendite internazionali The Yellow Affair

Un ragazzo, addetto al servizio civile in un centro per adolescenti problematici, si innamora di una delle pazienti. La ragazza arde di un fuoco pericoloso, una sete di vita che non può essere controllata e compressa, mentre il suo giovane guardiano è d’indole mite e introversa. Ma anche in lui pulsa un desiderio di libertà che si oppone a quel mondo fatto di regole, punizioni, costrizioni. I due rubano una macchina e fuggono verso un destino che rischia di essere mortale, un viaggio su una strada senza uscita. Dal regista di The Visitor rivelato alle Giornate nel 2008.

Film di chiusura – Fuori competizione

MESSI di Alex De la Iglesia

Spagna

produzione MediaPro

Girato tra Buenos Aires, Rosario e Barcellona su sceneggiatura del campione del mondo argentino Jorge Valdano, che ne è anche il narratore, Messi mischia ricostruzioni interpretate da attori, materiale d’archivio e interviste a ex calciatori e allenatori come César Luis Menotti e Alejandro Sabella, Diego Armando Maradona e Johan Cruyff, giornalisti argentini e spagnoli, i compagni di squadra Mascherano, Pinto, Iniesta e Piqué, l’endocrinologo che curò il piccolo Lionel per il suo disturbo della crescita, e i dirigenti del suo club, lo F. C. Barcelona.

 

WOMEN’S TALES

 

#7 So Yong Kim

SPARK AND LIGHT

con Riley Keough, María Ellingsen, Laufey Elíasdóttir, Sjón, Benjamin Smith-Petersen

Italia, Stati Uniti

produzione Hi! Production, soandbrad

«La mamma è stabile, dorme. Guida con prudenza! Baci. Papà». Elizabeth ha ricevuto da poco questo messaggio, ma sua madre non è l’unica a perdersi nel sonno. L’auto della ragazza è in panne. Fuori si gela, intorno non ci sono segni di vita. Elizabeth non può fare altro che aspettare con pazienza. I soccorsi arriveranno presto. Nel frattempo, si scalda le mani sulle bocchette del riscaldamento, sprofonda in uno strano torpore, seguito da un risveglio ancor più surreale. Paesaggi islandesi si fondono con i suoi ricordi. Le paure si trasformano magicamente in tessuti confortevoli e fantastici. Papà, di sopra, da solo.

#8 Miranda July

SOMEBODY

con Hope Shapiro, Steven Lamprinos, Ian Lerch, Sophie Mann, Cory Roberts, Lika Bosman, Athena Hunter, Miranda July

Italia, Stati Uniti, prima mondiale

produzione Hi! Production

Il telefono è scomodo, l’email è vecchio, un sms è di cattivo gusto. Non sarebbe bello poter consegnare i messaggi verbalmente, faccia a faccia, anche quando non puoi (o non vuoi) esserci fisicamente? Molto divertente e stranamente toccante, il film presenta un sistema di messaggistica radicalmente nuovo inventato dall’artista Miranda July. Con questa moderna tecnologia, gli affascinanti personaggi del cast, fra cui la stessa July, litigano, si riappacificano e fanno l’amore.

EVENTI SPECIALI

 

In accordo con la 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

9×10 NOVANTA di Marco Bonfanti, Claudio Giovannesi, Alina Marazzi, Pietro Marcello e Sara Fgaier, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher, Roland Sejko

Italia, prima mondiale

produzione Istituto Luce Cinecittà

Nove registi per un grande archivio. Nel 2014 l’Istituto Luce ha compiuto novanta anni. Una lunga storia che ha accompagnato l’Italia attraverso il cinema, e con quel patrimonio di immagini unico al mondo che è l’Archivio Luce. Per festeggiare questo compleanno, alcuni dei più apprezzati nuovi autori del nostro cinema sono stati invitati a realizzare un piccolo film, ciascuno con dieci minuti di immagini dell’Archivio, scelte tra le migliaia di ore di filmati che esso contiene.

Ne è nato un album di narrazioni diverse. I film raccontano del primo giorno di una guerra, e di invocazioni di pace; di crolli e di ricostruzioni; memorie di paesaggi e realtà (forse) perdute; miracoli, superstizioni e sogni. Si parla della condizione delle donne, di sessualità, del significato di una canzone, della Luna. Ci sono la favola e il diario, la fantastoria e la poesia, le parole di grandi scrittori accanto alle voci di persone comuni. Con personaggi reali e storici, e personaggi di pura finzione.

In accordo con Tribeca Film Festival

FIVE STAR di Keith Miller

con James Primo Grant, John Diaz

Stati Uniti, prima internazionale

produzione Up The Street Films, LLC

Dopo che il padre dell’adolescente John è stato colpito da una pallottola vagante, Primo decide di farsi carico dell’educazione del ragazzo alla legge della strada. Esponente di spicco della gang dei Bloods – sia nel film che nella realtà – Primo conosce soltanto le strade di Brooklyn. Mentre John è incerto se entrare o no in questa vita, Primo deve decidere se e come lasciarsi il suo passato alle spalle per essere un padre e un marito migliore. Girato durante l’estate newyorchese, il film mostra la cultura delle gang schivando ogni possibile stereotipo e lasciando volutamente nell’ambiguità la distanza tra fiction e vita reale.

 

THE SHOW MAS GO ON di Rä di Martino

con Sandra Ceccarelli, Iaia Forte, Maya Sansa, Filippo Timi

Italia, prima mondiale

produzione Produzioni Illuminati

MAS, i Magazzini allo Statuto, aprono a Roma all’inizio del secolo scorso come grandi magazzini di lusso. Di quell’epoca sono rimasti solo i lampadari a mezz’aria e i Mas sono diventati i magazzini del Popolo. Migliaia di metri quadrati, quantità incalcolabili di polvere e sopratutto un’umanità vasta e variopinta: dalle drag-queen alle badanti rumene, dai giovani sposi moldavi alle suore che scelgono la biancheria intima nei cestoni disordinati. Questo luogo di culto diviene un “palcoscenico” su cui il tessuto urbano che normalmente lo frequenta si intreccia a scene recitate e citazioni cinematografiche, per cercare di restituirne lo spirito, la potenzialità e l’energia.

THE LACK di Masbedo

con Lea Mornar, Xin Wang, Giorgia Sinicorni, Ginevra Bulgari

Italia, prima mondiale

produzione In Between Art Film – co-produzione Vivo Film

The Lack è tratto da un soggetto originale di Beatrice Bulgari e Mitra Divshali, ha la fotografia di Gherardo Gossi e Giuseppe Domingo Romano, si avvale del montaggio e sound design di Benni Atria ed è stato girato tra l’Islanda e Lisca Bianca nelle Eolie. Il film mette in scena quattro variazioni sul tema della “mancanza”, rappresentata da sei personaggi femminili. Ognuna di queste donne è immersa in una propria natura silenziosa e primitiva.

28 VOCI D’EUROPA PER UN SOLO VERDETTO:

IL PREMIO DELLE GIORNATE

Si festeggia quest’anno la V edizione di 28 Volte Cinema che rilancia la partnership delle Giornate degli Autori con il Premio LUX del Parlamento europeo, con Europa Cinemas e la collaborazione con Cineuropa.

I ragazzi di 28 Volte Cinema saranno i protagonisti della grande novità della nostra XI edizione: il Premio delle Giornate degli Autori. Chi meglio di questi giovani spettatori (dai 18 ai 26 anni), provenienti da tutti i paesi membri dell’UE, potrà infatti giudicare i film del concorso tenendo lo sguardo dritto sul futuro del cinema e del mondo?

Ciascuno di loro è stato selezionato dalle sale del circuito Europa Cinemas; tra le centinaia di candidature pervenute, sono state premiate l’originalità, l’impegno e soprattutto la passione degli aspiranti giurati. Insieme al Presidente della Giuria (una personalità del cinema internazionale) e con l’aiuto di un esperto come Karel Och (direttore artistico del Festival di Karlovy Vary nonché membro del comitato di selezione del premio LUX), i ventotto giurati vivranno un’esperienza quasi da campus universitario nel cuore del più antico festival del mondo e saranno un probante campione del gusto del nuovo pubblico per un cinema nuovo.

Tra le fila degli inediti giurati si contano traduttori (Ieva Keruka, Lettonia), burattinai (Edi Ćelić, Croazia) e poeti (Stefan Prohorov, Bulgaria), ma anche attivisti LGBTI (Anna Nygren, Svezia), oltre che naturalmente documentaristi e filmmaker. Marek Łużyński (Polonia) a ventiquattro anni ha già lavorato in sette diversi festival cinematografici, tre sale, e una scuola di cinema: c’è da credergli quando afferma: «I do not believe in life beyond films».

Quasi tutti collaborano con blog e riviste di critica cinematografica e le penne migliori saranno selezionate per partecipare al workshop di critica condotto da un esperto del comitato del LUX. Tutti inoltre contribuiranno quotidianamente al blog di Cineuropa creato per l’evento. In parallelo alle loro mansioni di giurati, i 28 si dedicheranno all’esplorazione della nuova edizione del Premio LUX, visionando i tre film finalisti e confrontandosi con i loro autori e con i membri del parlamento europeo presenti a Venezia.

Perfetto campione del nuovo pubblico d’essai, i nostri ventotto giurati si inchinano davanti ai capolavori classici senza storcere il naso davanti ai successi di botteghino, i loro gusti spaziano da minuscole coproduzioni europee agli spettacolari Wuxia cinesi. Sarà un coro di voci molto diverse quello che animerà i dibattiti della giuria. E la sfida del presidente sarà proprio quella di armonizzare tutte le tonalità in un verdetto finale che premi lo spirito di una giuria così speciale.

La finlandese Ida-Maria Olva dichiara di non aver ancora visto il suo film del cuore. Speriamo possa premiarlo lei stessa alle Giornate!

DA DOVE RICOMINCIARE?

Roberto Barzanti, Presidente

Raggiunto il traguardo dell’undicesima edizione, le Giornate degli Autori intendono rafforzare i caratteri della loro originale e autonoma presenza nel quadro del programma della Mostra d’Arte Cinematografica. Promossa da Anac e 100autori, interprete dell’intero e variegato mondo associativo di chi fa cinema, la nostra Associazione ribadisce la sua fedeltà ai chiari propositi per i quali è nata su impulso di Emidio Greco e Citto Maselli. Vogliamo continuare a essere uno spazio di dialogo e di confronto critico sui linguaggi dell’audiovisivo in una fase di febbrili mutamenti, a partire anzitutto dalla rassegna di opere di particolare significato. Saremo ancora un osservatorio qualificato sulle politiche nazionali ed europee per il cinema e per le culture, in una fase sempre più dominata da una globalizzazione invasiva e priva di regole. Accentueremo, infine, la funzione formativa e di tutela e diffusione del patrimonio storico ignorato o marginalizzato.

Il pubblico delle Giornate sarà chiamato a essere un interlocutore attivo, a discutere e a giudicare. Per la prima volta, infatti, la nostra selezione sarà valutata da un duplice campione di spettatori, e non con semplici premiazioni, non con giurie tradizionali.

Sarà poi, come sempre, un’edizione con un forte segno europeo, evidenziato dalla collaborazione con la Commissione Cultura guidata ora da Silvia Costa che ha creduto, fin dall’inizio, nella nostra esperienza. Il Premio LUX, guidato da Doris Pack, presenterà proprio a Venezia i tre film finalisti del 2014 che saranno accompagnati dai loro autori.

Al di là di interventi dall’impatto simbolico, si tratterà di approfondire potenzialità e rischi connessi alle discussioni avviate dalla Commissione di Bruxelles – si è svolto già il sesto round – per definire il Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Transatlantic Trade and Investmemt Partnership). Rinnovare la richiesta perché sia rispettata l’“eccezione culturale” è fondamentale, ma non basta: è l’insieme della logica geopolitica sottesa al TTIP che sollecita una riflessione più comprensiva e consapevole. I problemi relativi alla circolazione dei beni della creatività e alla protezione dei diritti degli autori non sono disgiungibili dalle dinamiche generali. E il governo italiano quale futuro pensa per la produzione cinematografica e audiovisiva? Il ministro Dario Franceschini ha mostrato fin dall’inizio del suo incarico una sollecita capacità di sintonizzarsi con talune delle più urgenti richieste provenienti da chi si occupa di cultura. In ambito cinematografico c’è urgenza di una legislazione sistematica, attesa da troppo tempo, e non mancheranno le occasioni per chiarire gli obiettivi che più stanno a cuore agli autori, che desiderano partecipare a pieno titolo a consessi talvolta sbilanciati più sul versante economico.

Senza il sostegno del Ministero non potremmo neppure esistere: pertanto viva è la nostra gratitudine verso il MiBACT. Al direttore generale per il cinema Nicola Borrelli rinnovo una gratitudine non rituale. Anche la SIAE sarà partecipe del nostro programma premiando un giovane talento italiano che abbia lavorato sull’intreccio dei linguaggi.

Decisivo è stato ed è l’apporto di soggetti privati che hanno stabilito con le Giornate un vero e proprio legame di corresponsabilità nell’ideazione, nell’erogazione di servizi tecnici e nell’articolazione stessa dell’agenda del Lido. Miu Miu, ad esempio, completa quest’anno un primo tratto del percorso a mille facce nell’universo della creatività femminile esaltato dal progetto Women’s Tales.

Inutile ripetere che in mancanza dello spirito collaborativo e del vivo incoraggiamento della Biennale non saremmo in grado di assolvere la nostra missione, che abbiamo sempre interpretato e praticato come complementare nel vasto panorama della Mostra. Con il presidente Paolo Baratta e con il direttore Alberto Barbera abbiamo costruttivamente affrontato le difficoltà operative e logistiche, con reciproca lealtà e amichevole rispetto. Il più antico e prestigioso Festival cinematografico del mondo richiede via via aggiustamenti accorti e sostanziosi miglioramenti che ne serbino alta e ben percepibile la vitalità artistica. In anni – vano nasconderlo – irti di ostacoli e di incognite.

 

IL CINEMA CHE CI CHIAMA

Giorgio Gosetti Delegato generale

Abbiamo girato una pagina – quella del decennale – e sentiamo adesso la consapevolezza di dover avviare un percorso nuovo sulla scena del festival più antico. In tempi di nuovismo esasperato viene da guardare con sospetto a un eccesso di enfasi sul tema del rinnovamento. Ma le Giornate degli Autori hanno la ricerca del futuro radicata nel loro codice genetico, in parallelo con una passione per la memoria che consideriamo il valore non negoziabile per crescere in una società civile e una cultura che sanno cambiare senza tradire se stesse.

Per questo, se volessimo citare due titoli emblematici della selezione 2014, penseremmo naturalmente a un maestro come Kim Ki-duk, che sa mettersi in gioco ogni volta come se fosse la prima, e all’omnibus 9X10 Novanta promosso da Istituto Luce Cinecittà in cui la memoria visiva dell’Italia di ieri è stata affidata a dieci giovani autori del cinema italiano di oggi. Non a caso One on One dell’artista coreano è stato scelto come film d’apertura, mentre 9X10 è condiviso con la Mostra del Cinema, perché la creatività dei nostri talenti è patrimonio comune a tutta la scena veneziana.

Abbiamo scelto i film – e il plurale è d’obbligo per un lavoro che ha coinvolto allo stesso modo chi scrive, il vice-direttore Sylvain Auzou, Gaia Furrer e Renata Santoro dell’ufficio cinema, il comitato internazionale di selezione, i consulenti e i collaboratori – sulla base di ciò che ci è sembrata la loro “necessità”: testimoni di un cinema che si trasforma, cangiante e vitale oltre le barriere delle nazionalità e delle tradizioni. È davvero un cinema globale quello che abbiamo voluto a rappresentare i nostri gusti e le nostre passioni. Una globalità data dalla circolazione delle esperienze, dalla consonanza della creatività, dal desiderio di conservare le radici senza paura di affrontare il presente.

Abbiamo scelto un motto per il nostro lavoro da qui in avanti: «scopriamo un nuovo pubblico per un cinema nuovo»,e a questo pubblico – cercato, sperato, voluto – dedichiamo il nostro lavoro e undici giorni che ci auguriamo pieni di sorprese. Sentiamo il bisogno, appunto “necessario”, di trasmettere agli spettatori di domani l’entusiasmo, la curiosità, la fame di cinema che sono appartenuti alle generazioni precedenti. Vogliamo che la platea dei festival sappia essere l’occasione per toccare con mano il piacere dell’intelligenza che la creatività degli artisti sa innescare. E crediamo che il nostro compito, nel mosaico della Mostra di Venezia, sia proprio quello di aggiungere sale alla passione impigrita degli spettatori d’oggi. Che ciò avvenga con la visione di un film, un incontro capace di cambiare la nostra percezione delle cose, una chiacchiera a notte alta o una discussione dai toni accesi, poco importa. Quel che conta è questa rinnovata – ma tutta da costruire – voglia di riappropriarsi da parte dello spettatore dello “sguardo degli artisti”: una visione che trascende la cronaca per diventare immaginazione, profezia, memoria collettiva ed esperienza di crescita. E a questo compito ci dedichiamo con gli strumenti consoni a una rassegna voluta dagli autori e pensata per gli autori.

È in questa logica che va iscritto anche il Premio che per la prima volta attribuiamo a uno dei nostri film; è qui che può avere un senso un verdetto popolare affidato agli spettatori che seguono la proposta culturale delle Giornate; è su questa strada che dovremo impegnarci anche oltre gli undici giorni della Mostra.

Altri ringraziano giustamente in queste pagine tutti coloro – istituzioni pubbliche e soggetti privati – che ogni anno forniscono opportunità, mezzi e stimoli creativi al nostro lavoro. Vorrei invece dire grazie a quelli che per le Giornate lavorano nei mesi precedenti l’entrata in scena e quelli che offrono il loro volontario impegno durante le giornate al Lido. Ogni volta mi stupiscono per la capacità di essere giovani e professionali, competenti ed entusiasti con un calore e uno spirito di squadra che trasforma il lavoro in esperienza di vita. E grazie anche agli addetti ai lavori che scommettono su di noi e su un marchio di qualità che negli anni – con la guida sicura del Presidente Barzanti, la fiducia delle associazioni, i successi conseguiti – ha reso i Venice Days il luogo naturale per il cinema che si rinnova.