La Mostra del Cinema di Venezia è diventata lo sfondo di quella che probabilmente è stata la più grande protesta mai vista in un importante evento cinematografico contro l’attacco militare israeliano in corso a Gaza.
Migliaia di persone, tra ospiti del festival, accreditati e pubblico, hanno preso parte a una grande marcia per denunciare Israele e chiedere la fine del genocidio. La protesta, organizzata con il sostegno di numerosi gruppi, associazioni e organizzazioni, mirava a garantire che il festival assumesse una posizione visibile e pubblica sulla guerra a Gaza e fosse utilizzata come piattaforma. “La Mostra del Cinema di Venezia non deve rimanere un evento isolato dalla realtà, ma piuttosto diventare uno spazio per denunciare il genocidio perpetrato da Israele, la complicità dei governi occidentali e offrire un sostegno concreto al popolo palestinese”, avevano dichiarato gli organizzatori in un comunicato.
“A Gaza, ospedali, scuole e campi profughi vengono bombardati; i civili vengono privati di cibo e acqua; giornalisti e medici vengono uccisi; navi umanitarie come la Freedom Flotilla vengono sequestrate. Allo stesso tempo, in Cisgiordania, l’apartheid e la violenza dei coloni continuano incessantemente. L’occupazione permanente di Gaza da parte del governo israeliano segna un’escalation che ha superato ogni limite di umanità e di diritto internazionale”, si legge nella dichiarazione. “L’Italia e l’Europa – attraverso forniture di armi, accordi economici e copertura diplomatica – sono complici di questa barbarie. È ora di fermare il massacro: fermare il genocidio, fermare la vendita di armi, fermare la complicità occidentale”.
In vista del festival, centinaia di registi e artisti internazionali hanno esortato gli organizzatori di Venezia ad assumere una “posizione chiara e inequivocabile [nel] condannare il genocidio in corso a Gaza e la pulizia etnica in Palestina perpetrata dal governo e dall’esercito israeliani”. E’ stato anche loro chiesto di non invitare celebrità che hanno mostrato pubblicamente sostegno a Israele, in particolare Gal Gadot e Gerard Butler.