Come vi abbiamo già detto, le polemiche post nomination agli Oscar in America si sono sprecate, e sembrano avere uno strascico abbastanza lungo. A quanto pare però il film che sembra essere diventato il simbolo delle discriminazioni millantate in queste nomination è Selma. Infatti le prime polemiche su Twitter parlavano di nomination solo ad attori bianchi e nessuna nomination a donne nel comparto tecnico, e guarda caso Selma – La Strada per la libertà ha tutti (o quasi) attori di colore e una regista donna (e di colore) Ava DuVernay.

La cosa è naturalemente andata a finire nelle mani di Spike Lee, che ha dichiarato senza peli sulla lingua: “Il fatto che Selma sia stato snobbato non diminuisce il valore del film. Nessuno parla del fottuto A Spasso con Daisy. Quel film non viene neppure nominato nelle scuole di cinema come il mio Fa la Cosa Giusta. Nessuno parla del fottutissimo A Spasso con Daisy. Quindi sapete cosa ho detto ad Ava oggi? ‘Che si fottatno. Hai fatto un film bellissimo. QUindi sentiti felice di questo e comincia a lavorare al tuo nuovo progetto’.”Sicuramente l’assenza trai nominati dall’Academy non definisce un film brutto, dal momento che molt dei film più belli della storia del cinema non sono nemmeno mai stati considerati dai premi prestigiosi, tuttavia l’atteggiamento di Lee sembra polemico a priori, come quello di tutta l’America.Gli Oscar sono (e dovrebbero essere) una fotografia del meglio del cinema dell’ultimo anno. L’unico problema di discriminazione può esserci a monte, quando a attori e attrici, bianchi e di colore, uomini e donne non viene data la stessa possibilità di fare cinema. Poi subentra (dovrebbe subentrare) il merito e nel caso degli Oscar, anche la politica (vedi il trionfo di 12 Anni schiavo lo scorso anno).

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