Con I Peccatori, Ryan Coogler firma un racconto vampiresco profondamente diverso dal canone classico: ambientato nel Sud degli Stati Uniti durante l’era delle leggi Jim Crow, il film intreccia horror, storia e identità culturale, trasformando il mito del vampiro in una metafora politica e sociale. I gemelli Smoke e Stack, interpretati entrambi da Michael B. Jordan, tornano nella loro città natale con il sogno di ricominciare, solo per ritrovarsi a combattere una minaccia soprannaturale che affonda le radici in un passato ancora più oscuro.
Se la passion per I Peccatori ti travolge, esistono però diversi film in costume che hanno già esplorato il vampirismo come strumento per raccontare epoche, conflitti e ossessioni. Ecco otto film vampireschi in costume perfetti per entrare nel mood prima dell’uscita del film di Coogler.
Van Helsing (2004): il monster movie gotico in chiave action
Diretto da Stephen Sommers, Van Helsing è un concentrato di immaginario gotico e spettacolo puro. Ambientato nell’Europa dell’Ottocento, il film rilegge i mostri classici Universal in chiave iper-cinetica. Pur lontano dal tono di Sinners, condivide l’idea del mito riletto attraverso un linguaggio moderno e pop.
Salem’s Lot (2024): il vampiro nella provincia americana
L’ultima trasposizione del romanzo di Stephen King, Salem’s Lot, ambienta il suo incubo negli anni ’70, ma mantiene una forte impronta da racconto d’epoca. Come I Peccatori, utilizza una comunità chiusa e apparentemente ordinaria per mostrare come il male possa insinuarsi lentamente e divorare tutto dall’interno.
Intervista col Vampiro (1994): l’immortalità come condanna storica
Il film di Neil Jordan Intervista col Vampiro attraversa secoli di storia americana ed europea, raccontando il vampirismo come una maledizione esistenziale. Il legame con I Peccatori sta nell’uso del passato per riflettere su identità, colpa e memoria.
Byzantium (2012): vampirismo e marginalità
Ancora Neil Jordan firma Byzantium, un racconto intimo e tragico su due vampiri in fuga attraverso i secoli. Il film dialoga con Sinners per la sua attenzione ai temi dell’oppressione e dell’esclusione, declinati però attraverso una prospettiva femminile.
The Last Voyage of the Demeter (2023): Dracula come horror di sopravvivenza
Con The Last Voyage of the Demeter, il mito di Dracula diventa un survival claustrofobico ambientato in mare aperto. Proprio come Sinners, il film prende un frammento di mito classico e lo trasforma in un racconto di assedio e resistenza.
Shadow of the Vampire (2000): arte, ossessione e vampirismo
Questo gioiello metacinematografico, Shadow of the Vampire, immagina che l’attore Max Schreck fosse davvero un vampiro durante le riprese di Nosferatu. Un film che riflette su creazione artistica e sacrificio, temi che riecheggiano anche nella centralità della musica in Sinners.
Bram Stoker’s Dracula (1992): l’epica romantica del vampiro
L’adattamento di Francis Ford Coppola, Bram Stoker’s Dracula, resta una delle più potenti incarnazioni cinematografiche del vampiro come figura tragica e romantica. La sua dimensione storica e sensoriale lo rende un tassello fondamentale del cinema vampiresco in costume.
Nosferatu (2024): il ritorno del vampiro come incubo primordiale
Con Nosferatu, Robert Eggers riporta il vampiro alle sue origini più disturbanti. Ambientato nell’Ottocento, il film fonde desiderio, morte e peste in un racconto che, come Sinners, utilizza il passato per parlare di paure profondamente contemporanee.
