L’età dell’innocenza

Anno: 1993

Regia: Martin Scorsese

Cast: Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Richard E. Grant, Geraldine Chaplin, Miriam Margoyles, Robert Sean Leonard, Sian Philipps, Alexis Smith

Sinossi: Nella New York del 1873 l’affascinante Newland Archer sta per convolare a giuste nozze con la sua promessa sposa, May Welland, ma il ritorno dall’Europa di Ellen Olenska, cugina della fidanzata e suo amore d’infanzia, sconvolge tutto. Tra Ellen, fuggita da un marito fedifrago, e Newland nasce un profondo sentimento, ma le regole sociali impediranno loro di poter realizzare il loro amore, e entrambi seguiranno due strade preordinate, Newland con May, Ellen libera da suo marito e in Europa. Anni dopo, ormai vedovo e libero, Newland rifiuterà di reincontrare Ellen per rimanere legato ad un antico ricordo di passione mai consumata fino in fondo.

Analisi: Niente mafia, né serial killer psicopatici, né gang di strada impegnate in scontri all’ultimo sangue: eppure la buona società descritta da Edith Wharton e trasposta in film da Scorsese è altrettanto spietata (omicidi a parte) degli universi da lui descritti in altre storie.

Come Kubrick in Barry Lindon, anche Scorsese sceglie un mondo perfetto e raffinato, ricostruito da musiche, dalle scenografie di Dante Ferretti, dai costumi di Gabriella Pescucci, ma che nasconde dietro una crudeltà di riti e di regole spietata.

E se il dilemma di Newland Archer è tra ragione, cioè fare quello che tutti si aspettano da lui, e sentimento, seguire un cuore che non riuscirà a far palpitare, Daniel Day Lewis è perfetto come gentiluomo ottocentesco, tormentato ma incapace di andare fino in fondo a costo di negarsi una vita completa e l’amore, mentre Michelle Pfeiffer, dona anima all’eroina romantica e moderna Ellen Olenska, oggetto di desiderio e disapprovazione ma anche femminista ante litteram. Tra i due emerge Winona Ryder, perfetta e a tratti odiosa moglie alto borghese, pronta a sacrificare tutto pur di tenere insieme il suo mondo familiare: per questo ruolo l’allora ventiduenne attrice ebbe una candidatura all’Oscar, confermandosi tra le migliori interpreti degli anni Novanta, premesse che non sono poi state mantenute fino in fondo.

L’età dell’innocenza è una gioia per gli occhi per la cura della realizzazione, per la resa meticolosa di ogni scena, per i dettagli esatti che rivivono insieme ad un’epoca comunque affascinante sullo schermo, e sa colpire al cuore per la sua storia d’amore senza speranza, fuori dal tempo e romantica, manierata ma nello stesso tempo straziante nella sua tragicità.