Signora per un giorno

Signora per un giorno è il film del 1934 diretto da premio Oscar Frank Capra e con protagonisti Walter Connolly, May Robson, Warren William, Guy Kibbee.

Signora per un giorno, trama

David “lo Sciccoso” è un gangster-gentiluomo di New York, nel giro delle scommesse sui cavalli; è un tipo superstizioso, che ha un debole per le mele vendute da Annie, mendicante alcolizzata, perché convinto che gli portino fortuna. Da parte sua Annie, nonostante le ristrettezze economiche, ha mantenuto con grandi sacrifici la figlia Louise in un collegio in Spagna, dove la ragazza si fidanza con Carlos, il figlio del conte Romero. Un giorno Louise, inconsapevole della situazione economico-sociale della madre, le scrive dicendole che lei, il conte ed il suo futuro marito stanno per arrivare a New York per conoscere la famiglia.

Annie è disperata, ma David decide di aiutarla e con la sua banda organizza i preparativi per trasformare la stracciona in una gran signora e per mettere su una festa con finti vip e politici interpretati dai suoi scagnozzi.

Signora per un giorno, il film

Signora per un giorno è diretto da Frank Capra, il regista più ottimista che Hollywood abbia conosciuto nella sua lunga storia. In tempi grigi e pessimisti come quelli in cui viviamo, il suo cinema può ritrovare la sua funzione fondamentale di evasione dalla realtà. I suoi lungometraggi possono essere visti come autentiche favole moderne e di nuovo attuali, aventi come protagonisti persone umili e bistrattate da una società cinica, ma che poi alla fine ottengono giustizia e riscatto.

La sua pellicola più famosa è La vita è meravigliosa del 1946. Quando uscì il film però andò malissimo, al punto da sancire il fallimento – assieme all’insuccesso commerciale de Lo stato dell’Unione (1948) – della Liberty films, società cinematografica fondata insieme all’ex produttore capo della Columbia, Samuel Biskin e ai colleghi registi William Wyler e George Stevens.

Ma veniamo a Signora per un giorno. Signora per un giorno può essere considerato l’inizio di un fortunato filone del genere, cui faranno seguito altri film di spessore, su tutti il sopracitato La vita è meravigliosa. Si tratta di commedie nelle quali anche quando tutto sembra perso, arriva il tocco magico che mette le cose a posto, come una sorta di fortunata “mano invisibile” teorizzata dall’economista liberista Adam Smith.

Quanto al cast, nei panni di “Apple” Annie – la venditrice ambulante che si trasforma in una nobile per qualche giorno – troviamo May Robson, la quale non ha all’attivo molti film, ma questa interpretazione le è valsa l’Oscar come migliore attrice. Da segnalare anche quella di Warren William, nei panni di David “lo sciccoso”, colui che aiuta Annie nella stramba e insperata impresa; la sua carriera si racchiude in un quindicennio (’31-’45) e vede tra i 25 film in cui figura anche Lo specchio della vita, famoso strappalacrime realista del 1934.

Oltre a quello assegnato alla Robson, Signora per un giorno ha vinto altri 3 Oscar: miglior film, miglior regista e  Migliore sceneggiatura non originale. Quest’ultimo premio è andato a Robert Riskin, sceneggiatore che ha firmato tutti i film di maggiore successo di Capra negli anni ’30; non a caso, terminato il loro sodalizio professionale, il regista siculo-americano ebbe meno verve creativa.