La metà oscura recensione poster Anno: 1993

Regia: George A. Romero

Cast: Timothy Hutton, Amy Madigan, Michael Rooker, Julie Harris

Trama: Thad Beaumont ha scritto per anni libri con lo pseudonimo di George Stark; quando decide finalmente di liberarsene firmando i libri in prima persona, l’alter ego, assunta vita propria, pur di non farsi eliminare darà il via ad una lunga scia di sangue, arrivando a minacciare la vita di coloro che circondano Thad, fino al più classico shodown finale dove l’esistenza di quel doppio verrà spiegata con un mix di elementi terreni e sovrannaturali.

Analisi: Dopo De Palma, Kubrick, Cronenberg e Carpenter, un altro mostro sacro come Goerge Romero si cimenta con l’opera di Stephen King.  Il regista torna con sugli schermi a tre anni di distanza dall’episodio di Due occhi diabolici (progetto che lo vedeva affiancato a Dario Argento) e a cinque da Monkey Shines,  non senza i problemi produttivi che sembrano accompagnare costantemente i suoi lavori: in questo caso, dopo essere stato girato il film resta nel limbo per due anni a causa del fallimento della casa produttrice, la Orion. Al momento dell’uscita, Romero lamentò l’impossibilità di curare il montaggio finale e di dire la sua riguardo i tagli apportati alla pellicola, avendo perso il pieno controllo del progetto. Un ritardo che finirà per essere uno dei motivi del fallimento commerciale del film, i cui ricavi non riusciranno nemmeno a coprire i costi.

La metà oscura recensioneNonostante questo, La metà oscura può dirsi un adattamento riuscito: Romero riesce a tradurre sullo schermo con discreta fedeltà e una buona scrittura un romanzo di per se tortuoso, che nel suo procedere tradiva forse una certa indecisione da parte dell’autore sul come risolvere lo snodo dell’esistenza del doppio. A dare sostegno al film è soprattutto l’interpretazione di un efficace Timothy Hutton, che dopo l’Oscar vinto, appena ventenne, per Gente Comune, aveva visto la propria carriera  progressivamente sfumare. Hutton supera  la prova del doppio ruolo dell’eroe e della sua controparte malvagia, riuscendo a caratterizzare entrambe in maniera convincente, seppure in modo a tratti un po’ calligrafico. Peccato che il resto del cast non sia all’altezza del protagonista: affiancano Hutton tra gli altri Amy Madigan (L’uomo dei sogni, Pollock), Michael Rooker (Henry pioggia di sangue), la veterana Julie Harris.

Il risultato alla fine resta comunque discreto: una delle rare escursioni di Romero nel cinema ad elevato budget (ma ciò, come abbiamo visto, non ha evitato nemmeno in questo caso al regista le consuete traversie produttive), il film gioca bene le carte a sua disposizione, la sceneggiatura efficace e la riuscita doppia interpretazione del protagonista:  questo non l’ha salvato dall’essere un fiasco al botteghino, ma gli ha almeno garantito un certo sostegno da parte di critica e appassionati.