La nuova miniserie HBO DTF St. Louis debutta con un primo episodio che definisce immediatamente il tono del progetto: una miscela di commedia nera, dramma suburbano e mistero investigativo. Il pilot, intitolato Cornhole, introduce il pubblico in un universo narrativo fatto di frustrazione coniugale, noia esistenziale e desiderio di evasione, elementi che si trasformano rapidamente in qualcosa di molto più oscuro.
La serie, creata da Steven Conrad, segue due uomini di mezza età che condividono un senso di stagnazione nelle rispettive vite personali. Jason Bateman interpreta Clark Forrest, un meteorologo televisivo dall’aria ironica e disincantata, mentre David Harbour è Floyd, interprete della lingua dei segni con una vita matrimoniale ormai svuotata di passione. Il loro incontro segna l’inizio di una relazione ambigua fatta di confidenze, frustrazioni e decisioni sempre più rischiose.
Nel primo episodio la storia prende forma attorno a un triangolo amoroso che coinvolge anche Carol, la moglie di Floyd interpretata da Linda Cardellini. In una periferia americana fatta di villette curate, negozi di quartiere e routine prevedibili, la serie mostra personaggi che cercano disperatamente qualcosa capace di rompere la monotonia della loro esistenza. Ma quello che inizia come un racconto di infedeltà e desiderio si trasforma presto in un caso di morte sospetta.
Il finale dell’episodio “Cornhole” e il mistero della morte di Floyd
La prima metà dell’episodio costruisce lentamente il contesto emotivo dei protagonisti. Clark introduce Floyd al concetto di una piattaforma di incontri pensata per persone sposate in cerca di avventure occasionali, un elemento che diventa simbolo della loro ricerca di stimoli in una vita percepita come stagnante. Allo stesso tempo, il rapporto tra Clark e Carol si rivela più complicato di quanto Floyd possa immaginare.
Il racconto compie una svolta improvvisa quando la narrazione salta avanti di otto settimane. Floyd viene trovato morto in una piscina pubblica, circondato da bottiglie vuote e da elementi che suggeriscono una situazione ambigua e imbarazzante. La morte del personaggio cambia completamente il tono della serie, trasformando quella che sembrava una dark comedy sulle relazioni in un vero mystery crime.
A questo punto entrano in scena due nuovi protagonisti: i detective interpretati da Richard Jenkins e Joy Sunday. I due investigatori appartengono a unità diverse e sono caratterialmente opposti, ma sono costretti a collaborare per capire cosa sia accaduto davvero nelle settimane precedenti alla morte di Floyd. Jenkins interpreta Homer, un investigatore incline a chiudere rapidamente il caso come una tragedia personale, mentre Sunday è Plumb, un’agente più intuitiva e determinata a scoprire la verità.
L’autopsia rivela che Floyd aveva nel corpo una quantità significativa di una sostanza chiamata Amphezyne, che avrebbe causato l’arresto cardiaco. Tuttavia, il modo in cui la serie presenta queste informazioni lascia spazio a molti dubbi. Il sospetto ricade rapidamente su Clark, soprattutto dopo che gli investigatori scoprono la sua relazione con Carol.
Durante l’interrogatorio finale dell’episodio, Clark viene direttamente accusato dell’omicidio del suo amico. La sua risposta — un enigmatico “Cornhole”, pronunciato con un sorriso — non rappresenta una confessione, ma aggiunge un ulteriore livello di ambiguità alla vicenda. La scena finale suggerisce che la verità sia molto più complessa e che il puzzle narrativo appena iniziato richiederà tempo per essere ricostruito.
Con questo primo episodio, DTF St. Louis stabilisce chiaramente la propria direzione narrativa: un thriller pieno di zone d’ombra, in cui tradimento, frustrazione e segreti personali si intrecciano in una storia destinata a svelarsi lentamente.

