Alla fine della visione del pilot di questa miniserie in sette episodi creata dallo sceneggiatore di successo Steve Conrad (The Weather Man, La ricerca della felicità, Wonder) non risulta chiarissimo cosa si è appena visto. Cos’è? DTF St. Louis? Una serie true-crime? Una commedia di costume? Un dramma romantico? In fondo è tutto questo, pur non cercando realmente di esserlo.
Qual è il genere di DTF St. Louis? Impossibile rispondere
Dietro qualsiasi possibile etichettatura dentro un genere, questo show vuol prima di tutto raccontare cosa significhi essere una persona comune, con le proprie fragilità, le imperfezioni, le frustrazione e perchè no? anche i lati oscuri. Il trio di protagonisti che compone l’ossatura emotiva del progetto e intorno al quale ruota l’intera vicenda di tradimento, passione e crimine, viene sviluppato in maniera talmente precisa e veritiera da risultare in un primo momento addirittura respingente. Non è certamente un personaggio con cui entrare in empatia Clark Forrest (Jason Bateman), l’uomo delle previsioni più famoso della cittadina. In fondo non lo è neppure il suo amico Floyd (David Harbour), gigante impacciato e sornione che si lascia irretire dall’altro a tentare una app di appuntamenti per sesso extraconiuale. E certamente non è una donna irreprensibile Carol (Linda Cardellini), moglie di Floyd che sembra puntare la propria attenzione su Clark…

DTF St. Louis non avrebbe assolutamente potuto ottenere un tale livello di potenza espressiva senza il suo cast encomiabile. A guidare questo gruppo di attori troviamo Jason Bateman, il quale da anni ha cominciato a esplorare con risultati fin troppo sottovalutati il lato malinconico dei suoi personaggi più leggeri. L’attore in questo caso ha accostato questo suo stile di recitazione a quello più drammatico sviluppato principalmente attraverso la serie Ozark, regalando al suo Clark Forrest una serie di sfumature che ipnotizzano soprattutto perché spesso si contraddicono. Accanto a lui David Harbour è semplicemente commovente: un interprete che getta anima e corpo dentro un personaggio che possiede un nucleo di purezza rinchiuso dentro un involucro di di debolezze e incertezze. E lo fa con un coraggio e una sensibilità ammirevoli. Come “terzo incomodo” c’è una Linda Cardellini lontana dalla sua comfort zone, che disegna una femme fatale spigolosa ma anche talvolta dolcisisma. A completare lo schieramento di attori preziosi Richard Jenkins e Joy Sunday nei ruoli dei detective che devono far luce sul crimine commesso, più la partecipazione straordinaria (ed efficace) di Peter Sarsgaard.

DTF St. Louis
Sommario
DTF St.Louis è una miniserie troppo precisa e impietosa nell’esporre il lato oscuro e banale della dimensione umana. E questo è il suo più grande difetto, ma anche la sua più grande forza.

