It: Welcome to Derry cambia le regole di Pennywise e ora assomiglia sorprendentemente a Dark

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Il finale della prima stagione di It: Welcome to Derry ha introdotto uno degli sviluppi più sorprendenti mai visti nell’universo creato da Stephen King. La serie HBO non si è limitata a raccontare un nuovo capitolo delle apparizioni di Pennywise a Derry, ma ha ampliato profondamente la mitologia del personaggio, suggerendo che il celebre clown non percepisca il tempo come gli esseri umani.

Secondo quanto rivelato negli episodi conclusivi, per Pennywise passato, presente e futuro esistono contemporaneamente. La creatura sarebbe quindi in grado di osservare e attraversare diverse epoche della sua esistenza, rendendo la sua sconfitta molto più complessa di quanto visto nei film dedicati al Club dei Perdenti.

Questa svolta narrativa introduce un elemento quasi fantascientifico all’interno della saga horror e apre interrogativi enormi sul futuro della serie. Se Pennywise può continuare a esistere attraverso molteplici linee temporali, eliminarlo in una singola epoca potrebbe non essere sufficiente. Ogni vittoria ottenuta dai protagonisti rischia infatti di essere solo temporanea, perché il mostro potrebbe tornare indietro nel tempo e modificare gli eventi che hanno portato alla sua caduta.

Il nuovo Pennywise ricorda il modo in cui Dark interpretava il tempo

L’idea proposta da Welcome to Derry richiama inevitabilmente Dark, la celebre serie Netflix considerata una delle opere più complesse e ambiziose mai realizzate sul tema dei viaggi temporali.

Nella produzione tedesca il vero antagonista non era una persona specifica, ma il tempo stesso, una struttura ciclica dalla quale i personaggi sembravano incapaci di sfuggire. Il concetto introdotto da Welcome to Derry sembra muoversi in una direzione simile: Pennywise appare intrappolato in un ciclo infinito in cui ogni morte coincide con una nuova possibilità di rinascita in un’altra epoca.

Il celebre motto di Dark — “l’inizio è la fine e la fine è l’inizio” — sembra adattarsi perfettamente alla nuova interpretazione del clown. Ogni sconfitta potrebbe infatti rappresentare contemporaneamente la sua origine in un’altra fase della storia.

Questo approccio potrebbe inoltre rendere la serie molto più complessa dal punto di vista narrativo. Se le future stagioni continueranno a esplorare periodi differenti della storia di Derry, gli spettatori potrebbero trovarsi a ricostruire collegamenti tra diverse generazioni delle famiglie già note ai lettori di Stephen King, creando una struttura sempre più articolata e stratificata.

La seconda stagione potrebbe beneficiare dell’arrivo degli autori di Dark

IT: Welcome To Derry episodio 3
Image via Brooke Palmer/HBO

A rendere ancora più interessante questa direzione narrativa c’è una notizia emersa dietro le quinte della produzione. Secondo diverse indiscrezioni, Jantje Friese e Baran bo Odar, creatori di Dark, sarebbero entrati nella writers’ room della seconda stagione.

La loro esperienza potrebbe rivelarsi fondamentale. I due autori hanno costruito la loro reputazione proprio grazie alla capacità di gestire linee temporali multiple, paradossi narrativi, genealogie complesse e cicli temporali apparentemente impossibili da spezzare.

La presenza di Friese e bo Odar suggerisce che HBO sia consapevole delle difficoltà introdotte dal colpo di scena finale e voglia svilupparlo con maggiore coerenza rispetto a quanto visto nella prima stagione.

A loro si aggiungono inoltre altri nomi di peso provenienti da produzioni come The Penguin e Stranger Things, un segnale che testimonia l’ambizione crescente del progetto.

Una scommessa rischiosa che potrebbe cambiare il franchise di Stephen King

La svolta temporale introdotta da Welcome to Derry non è priva di rischi. Alcuni spettatori hanno già evidenziato possibili problemi logici: se Pennywise conosce il proprio destino, perché non riesce a evitarlo? E fino a che punto un personaggio che esiste simultaneamente in più epoche può essere realmente sconfitto?

Sono domande che la serie dovrà affrontare nelle prossime stagioni per evitare che il concetto diventi un semplice espediente narrativo.

Allo stesso tempo, però, questa scelta potrebbe rappresentare l’elemento che distingue definitivamente Welcome to Derry dalle precedenti trasposizioni di IT. Invece di limitarsi a raccontare nuove apparizioni del mostro, la serie sembra intenzionata a trasformare Pennywise in una presenza cosmica che trascende il tempo stesso.

Se gli sceneggiatori riusciranno a sviluppare questa idea con la stessa precisione mostrata da Dark, il prequel potrebbe diventare non solo una delle migliori produzioni tratte da Stephen King degli ultimi anni, ma anche una delle serie horror più ambiziose della televisione contemporanea.

Redazione
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