Euphoria – Stagione 3 riporta in scena Fezco nonostante la tragica scomparsa dell’attore Angus Cloud, morto nel 2023. Una scelta narrativa forte, che segna il ritorno della serie HBO dopo oltre quattro anni e ridefinisce immediatamente il tono del nuovo ciclo di episodi, ambientato cinque anni dopo gli eventi della seconda stagione.
Come riportato da Variety, il creatore Sam Levinson ha deciso di mantenere Fezco “in vita” all’interno della storia, collocandolo però in prigione con una condanna a lungo termine. Il personaggio continua così a esistere attraverso dialoghi e telefonate con altri protagonisti, tra cui Rue Bennett (interpretata da Zendaya) e Lexi, mantenendo un legame emotivo con la narrazione senza dover essere fisicamente presente.
Questa scelta va ben oltre una soluzione tecnica: è una dichiarazione tematica. Levinson ha spiegato di aver voluto “tenere in vita” Cloud attraverso la serie, trasformando la perdita reale in un elemento narrativo. Il risultato è una stagione che si confronta apertamente con il lutto, il senso della vita e le conseguenze delle scelte individuali, integrando anche riferimenti espliciti alla crisi degli oppioidi e al fentanyl. Euphoria – Stagione 3 evolve così da teen drama provocatorio a racconto più maturo e riflessivo sulla mortalità.
Il ruolo di Fezco diventa simbolico: memoria, assenza e conseguenze

Questo approccio si inserisce perfettamente nel salto temporale della stagione 3, che segue i protagonisti nella prima età adulta. Il passaggio dal liceo alla vita reale comporta inevitabilmente perdite, responsabilità e confronti con le conseguenze delle proprie azioni — temi che la serie ora affronta in modo più diretto.
In prospettiva, la scelta di non “scrivere fuori” Fezco ma di trasformarlo in un’assenza presente potrebbe influenzare profondamente l’arco emotivo degli altri personaggi, in particolare quello di Rue. Più che un semplice tributo, è un modo per integrare la realtà nella finzione, rendendo Euphoria una delle poche serie contemporanee capaci di metabolizzare un lutto reale all’interno della propria struttura narrativa.
