Il CEO di Netflix Ted Sarandos spiega perché si è ritirato dalla corsa per Warner Bros.

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Netflix rompe il silenzio sulla sorprendente conclusione della battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. Dopo settimane di indiscrezioni e rilanci, è stata Paramount Skydance ad avere la meglio, costringendo il colosso dello streaming a ritirarsi dalla gara.

A dicembre, Netflix aveva annunciato un accordo per acquisire gli studi Warner Bros. e HBO Max, con comunicati ufficiali che delineavano una fusione destinata a ridefinire gli equilibri dell’industria. Tuttavia, Paramount Skydance, guidata dal CEO David Ellison, ha progressivamente rilanciato l’offerta fino a superare Netflix, ottenendo la vittoria finale.

La decisione di Netflix di non controbattere ulteriormente ha sorpreso Hollywood. Ora, in un’intervista a Bloomberg, il co-CEO Ted Sarandos ha spiegato perché la piattaforma ha scelto di uscire dalla corsa.

Sarandos: “Sapevamo esattamente cosa avremmo fatto”

Secondo quanto riferito, Warner Bros. Discovery ha informato Netflix di aver ricevuto un’offerta superiore da parte di Paramount, concedendo alla società quattro giorni per rilanciare. Netflix ha invece deciso di non proseguire.

Sarandos ha chiarito che l’azienda aveva stabilito un limite preciso:

«Avevamo un intervallo molto ristretto entro il quale eravamo disposti a pagare e abbiamo fatto quell’offerta quando abbiamo chiuso l’accordo. Non ci siamo spostati molto da lì, se non passando al pagamento in contanti, che avrebbe velocizzato l’operazione. Sono contento di dove siamo entrati e contento di dove siamo usciti.

Sapevamo subito, quando giovedì abbiamo ricevuto la notifica che c’era un’offerta superiore e i dettagli di quell’accordo. Sapevamo esattamente cosa avremmo fatto.»

Le parole di Sarandos indicano che la scelta non è stata impulsiva, ma parte di una strategia finanziaria precisa. Netflix avrebbe ritenuto il rilancio di Paramount fuori dalla propria soglia di sostenibilità.

Sarandos ha anche espresso perplessità sulla solidità dell’operazione rivale. Paramount, per finanziare l’acquisizione, dovrà ricorrere a decine di miliardi di dollari in prestiti. Secondo il CEO di Netflix, questo comporterebbe la necessità di tagliare circa 16 miliardi di dollari in costi per evitare un peso eccessivo del debito, con potenziali ripercussioni occupazionali.

Alla domanda se la nuova fusione dovrebbe essere approvata, Sarandos ha risposto:

«Dovrebbe essere esaminata con grande attenzione, nello stesso modo in cui sono contento che la nostra lo sia stata. Dovrebbe essere analizzata con lo stesso livello di scrutinio. Ricordate, siamo stati chiamati a testimoniare. David e io entrambi. Io mi sono presentato.»

Il dirigente ha poi definito l’atteggiamento del rivale con parole che hanno fatto discutere:

«Insolito, sì, insolito, irrazionale, qualunque parola vogliate usare. Sarà affascinante vedere i prossimi passi. Ho parlato molto nelle ultime due settimane di come vedo il futuro. Sono fiducioso che non saremo colpiti da tutto questo. Anzi, forse potrebbe essere a nostro vantaggio. Ma spero di sbagliarmi, per il bene dell’industria.»

Nonostante la sconfitta nella gara, Sarandos ha lasciato intendere che la partita potrebbe non essere definitivamente chiusa. Alla domanda se Warner Bros. Discovery potrebbe tornare sul mercato in futuro, ha risposto con cautela: «Possibile. Oppure, se guardate alla storia di Warner Bros…»

La battaglia per Warner Bros. non è stata solo una questione di acquisizioni, ma un segnale di quanto il consolidamento stia ridefinendo l’industria dello streaming. Netflix, almeno per ora, ha scelto di non inseguire oltre.

Redazione
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