Dopo una massiccia campagna promozionale, fatta di trailer virali e foto ad alto tasso spolieroso, ci si aspettava un po’ di più da Suicide Squad. L’episodio numero 16 di questa fortunata seconda stagione di Arrow, nel presentare la più che leggendaria squadra di sicuri, pecca di superiorità e non riesce a giostrare tutti i personaggi ed il grande plot narrativo che aveva a disposizione.

La serie si tinge di spy-drama in questa episodio, ed il racconto diventa ridondante e di poco spessore rispetto alle scorse settimane. Mentre Oliver (Stephen Amell) cerca di capire come fermare il diabolico Slade (Manu Bennett), si confida con Laurel (Katie Cassidy), aprendo alla donna le sue preoccupazioni (tergiversando però sui reali problemi che lo attanagliano). Intanto è Diggle (David Ramsey) ad essere l’indiscusso protagonista dell’episodio. Chiamato in missione per rintracciare un pericoloso terrorista, l’uomo dovrà collaborare con l’assassino di suo fratello ed un gruppo di pericolosi criminali, per salvare la città da una terribile minaccia. Questo avvenimento apre una ferita del passato di Diggle, che in lui non si era mai rimarginata, portando l’uomo a riconsiderare se stesso e la situazione che sta vivendo.

Suicide Squad

Suicide Squad seppur mantenendo impeccabile il suo appeal, risulta essere un episodio al di sotto delle aspettative. Spostando l’attenzione da Oliver verso Diggle, l’entrata in scena della Suicide Squad, non ha colpito il cuore del pubblico diversamente da come si pensava. L’azione non è mancata ma il tutto si è svolto in maniera troppo macchinosa, tanto è vero che la trama non è stata fluida e fruibile come al solito. Arrow quindi nel tentativo di far compiere alla serie il definitivo salto di qualità, fa un ruzzolone e si affossa in un pantano a base di prevedibilità e frase già dette. La serie che fino alla settimana scorsa è riuscita gestire tutti i suoi universi in maniera quasi impeccabile, questa volta invece l’episodio è risultato statico, senza emozioni perdendo quella sua verve elettrizzante e comica che tanto lo distingueva dalle altre produzioni televisive. Seppur Arrow ha commesso un passo falso, Suicide Squad, rimane comunque un discreto esempio di serialità fumettosa dove “sacro e profano” si unisco in un unico impeto di azione, colpi bassi e rivelazioni dell’ultimo minuto.

  • Cosa ci è piaciuto: la Suicide Squad, il personaggio di Diggle, la positività di Laurel.
  • Cosa non ci è piaciuto: l’assenza di Oliver e Roy ed una trama farraginosa.

Arrow 2×16

Arrow 2 è la seconda stagione della serie tv ideata da Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg per la DC Entertainment e trasmessa dal network The CW.

La serie è basata sul personaggio di Freccia Verde, supereroe protagonista di una serie di fumetti pubblicata da DC Comics ed è incentrata su Oliver Queen, interpretato da Stephen Amell, che, dopo aver passato cinque anni su un’isola deserta, fa ritorno a Starling City nei panni del giustiziere mascherato Green Arrow.

In Arrow protagonisti sono Oliver Queen/Green Arrow (stagioni 1-in corso), interpretato da Stephen AmellDinah Laurel Lance/Black Canary (stagioni 1-4, guest star 5), interpretata da Katie Cassidy. Tommy Merlyn (stagione 1, guest star 2-3, 5), interpretato da Colin Donnell. John Diggle/Spartan (stagioni 1-in corso), interpretato da David Ramsey. Thea Queen/Speedy (stagioni 1-in corso), interpretata da Willa Holland. Moira Queen (stagioni 1-2, guest star 3, 5), interpretata da Susanna Thompson. Detective Quentin Lance (stagioni 1-in corso), interpretato da Paul Blackthorne. Felicity Smoak/Overwatch (stagioni 2-in corso, ricorrente 1), interpretata da Emily Bett Rickards.

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.