Arrow 2×19: recensione dell’episodio con Stephen Amell

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Arrow 2x19

A grandi falcate ci avviciniamo al finale di stagione per Arrow, la magnetica non che amatissima serie tv del pubblico telematico. L’arciere giunto al diciannovesimo episodio, intitolato The Men under the Hood, si vede la situazione sfuggire di mano, in un impeto di colpi di scena e dialoghi sofferti. Riuscire dunque a riassumere gli eventi dell’episodio è alquanto difficile, dato che è stato un appuntamento intenso e dalle mille venature, però una cosa è certa: Arrow non delude e continua tessere una vicenda intricata e per nulla banale. Nonostante lo show è sviluppato per un pubblico meno esigente, ci sono i contenuti e non manca neanche l’azione.

Slade ormai ha dichiarato guerra alla famiglia Queen. Rubato grazie all’aiuto della sua complice le quote dell’azienda, il rampollo deve riuscire a salvare un fondo fiduciario per non finire in bancarotta. Serve anche la ferma di Thea ma sarà quasi impossibile riuscire ad attenerla. La ragazza vuole chiudere a tutti i costi il rapporto con la famiglia, anche se Oliver usa qualsiasi mezzo pur di evitare l’impossibile. Intanto Laurel comincia a mettere in ordine i pezzi del puzzle e matura l’idea che Oliver possa essere l’Arciere, ma il colpo di scena arriva alla fine dell’episodio, quando si scopre lo scopo ultimo di Slade: il Mirakuru è ancora una terribile minaccia.

Arrow 2x19 2The Men under the Hood prosegue la scia positiva degli eventi iniziata con Deathstroke, infatti senza far perdere il minimo appeal, l’episodio trasmesso la scorsa settimana trasmesso sulla CW, è bello ed intenso come non mai. Senza perdesi in giri di parole, gli autori hanno costruito una storia plausibile con i colpi di scena messi in atto, senza dimenticare l’ironia, l’alchimia tra i personaggi e soprattutto mettendo in prima luce il buon Stephen Ammel che seppur ancora un po’ ingessato, i suoi languidi occhi e la minima facciale danno enfasi alla vicenda. Splende incece Katie Cassidy dove finalmente il suo personaggio eclissato dagli eventi, torna protagonista; ma un ruolo d’onore lo riceve Manu Bennett dove il suo villain è ben strutturato, fascinoso e soprattutto riesce ad incutere timone. In The Man under the Hood si torna anche sull’Isola dove l’immancabile flashback ci rivela un lato di Oliver che nessuno, fino ad ora, conosceva.

  • Cosa ci è piaciuto di questo episodio: il piano di Slade, la presa di coscienza di Laurel, il ritorno di Roy
  • Cosa non ci è piaciuto di questo episodio: il comportamento di Thea e la poca presenza di Felicity.

 

Arrow 2×19

Arrow 2 è la seconda stagione della serie tv ideata da Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg per la DC Entertainment e trasmessa dal network The CW.

La serie è basata sul personaggio di Freccia Verde, supereroe protagonista di una serie di fumetti pubblicata da DC Comics ed è incentrata su Oliver Queen, interpretato da Stephen Amell, che, dopo aver passato cinque anni su un’isola deserta, fa ritorno a Starling City nei panni del giustiziere mascherato Green Arrow.

In Arrow protagonisti sono Oliver Queen/Green Arrow (stagioni 1-in corso), interpretato da Stephen AmellDinah Laurel Lance/Black Canary (stagioni 1-4, guest star 5), interpretata da Katie Cassidy. Tommy Merlyn (stagione 1, guest star 2-3, 5), interpretato da Colin Donnell. John Diggle/Spartan (stagioni 1-in corso), interpretato da David Ramsey. Thea Queen/Speedy (stagioni 1-in corso), interpretata da Willa Holland. Moira Queen (stagioni 1-2, guest star 3, 5), interpretata da Susanna Thompson. Detective Quentin Lance (stagioni 1-in corso), interpretato da Paul Blackthorne. Felicity Smoak/Overwatch (stagioni 2-in corso, ricorrente 1), interpretata da Emily Bett Rickards

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.