Turisti curiosi con Bob e Mack

Arriva il 24 luglio su Disney+ Turisti curiosi con Bob e Mack, la nuova serie realizzata dalla Casa di Topolino in collaborazione con National Geographic in sei episodi. La serie, come informa la sinossi ufficiale, è condotta dal corrispondente di ABC News Bob Woodruff e il figlio Mack Woodruff, porta gli spettatori dentro a un’avventura padre-figlio in alcuni dei luoghi più inaspettati del pianeta: nazioni e territori spesso conosciuti per i loro conflitti, ma ognuno con un potere unico di sorprendere, stupire e ispirare. Insieme visiteranno la Colombia, la Papua Nuova Guinea, l’Etiopia, il Pakistan, il Libano e l’Ucraina. Durante il viaggio, Bob e Mack condivideranno momenti forti e toccanti che li porteranno a cambiare  prospettiva – non solo sul loro rapporto, ma anche sulle persone e i luoghi.

 
 

La descrizione è naturalmente accurata eppure per comprendere a pieno la natura di Turisti curiosi con Bob e Mack, bisogna immergersi dentro le immagini, le esperienze, i luoghi e le forti emozioni che i protagonisti di questo “rogue trip” (questo il titolo originale della serie) si trovano di volta in volta a gestire. Padre e figlio si trovano a confrontarsi con territori difficile e spesso inesplorati, a toccare con mano le conseguenze delle guerre, della follia umana, portando alla luce un fatto incontrovertibile: la natura trova sempre un modo di sopravvivere e andare avanti, ma è anche totalmente indifesa di fronte ad attacchi, anche involontari, sempre più violenti e massicci da parte dell’uomo, che resta il predatore più pericoloso e temibile.

Turisti curiosi con Bob e Mack un viaggio fisico e personale nella natura sconosciuta

Il primo episodio della serie ci porta in Colombia, un Paese che Bob aveva conosciuto negli anni della guerra e che ora ripercorre accanto a suo figlio. Per la prima volta, l’ex corrispondente di guerra si trova ad attraversare un territorio relativamente in pace, guardandolo sotto una luce diversa, mentre il figlio è ammirato e sorpreso dal vedere il padre “sul campo”, che non ha perso un grammo della sua grinta da reporter, perfettamente a suo agio sia con dei militari che con i pacifici abitanti della zona. L’esperienza, quindi, è relativa al viaggio, all’avventura, come riporta il titolo, ma anche all’aspetto più esistenziale del viaggio stesso, che si proietta verso la conoscenza di sé nell’attraversare e scoprire nuove realtà.

L’intento di Turisti curiosi con Bob e Mack è egregiamente raggiunto attraverso una scrittura che lascia parlare i fatti, gli eventi e uno stile registico completamente mutuato dai migliori filmati National Geographic: qualità assoluta dell’immagine, predilezione per il landscape, vera e propria poesia naturale per immagini.

La dimensione personale, perfettamente bilanciata con quella informativa e documentaristica, rende la serie una piacevole avventura “da divano” in un momento storico in cui è ancora prematuro pensare di poter andare in quei porti in un tempo prossimo. Può essere però un ottimo modo per conoscere e fare una lista dei prossimi viaggi da fare, non appena sarà di nuovo sicuro andare in giro per il mondo.

Il trailer di Turisti curiosi con Bob e Mack