Ci aveva lasciato due anni fa con il successo di La prima cosa bella. Paolo Virzì, regista che si è fatto un nome nel panorama cinematografico per aver riportato in auge la commedia italiana, torna quest’anno con Tutti i santi giorni. Luca Marinelli interpreta Guido, un giovane colto e appassionato di lingue antiche che lavora come portiere di notte. La sua amata è Antonia (Federica Victoria Caiozzo) che presenta un carattere completamente opposto: lavora in un autonoleggio e aspira a diventare una musicista.

Nonostante provengano da famiglie differenti e abbiamo poco in comune, i due riescono a portare avanti la loro storia d’amore. A mettere in crisi l’equilibrio della coppia saranno le conseguenze per una gravidanza che tarda ad arrivare. Sullo sfondo Virzì pone Roma, la grande e caotica metropoli, descritta attraverso i personaggi che ruotano attorno alla coppia.

La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso regista con il collaboratore di sempre, Francesco Bruni, e con Simone Lenzi, autore del libro La Generazione da cui Virzì ha preso liberamente spunto.

A muovere il regista è la volontà di non deludere dopo il successo dei suoi precedenti film. Lui stesso ha affermato che, a causa “dell’ansia da prestazione” dopo La prima cosa bella, voleva concentrarsi sulle vicende di due personaggi senza strafare sul cast o sulla storia. Una mossa prudente che non rinuncia ad avere le sue sfumature di attualità: i protagonisti si amano nonostante vivano due realtà diverse e insieme affrontano il cinismo del mondo esterno. L’arrivo di un figlio potrebbe coronare il loro amore e sigillarlo in modo permanente, ma sembrerà invece allontanarli. Gli spunti di riflessione sono disseminati per tutta la pellicola: per esempio la fecondazione assistita -campo interessante per Virzì, che però non ha voluto approfondire-, ma soprattutto il sentimento di amore puro che soffre dell’ossessione della maternità e della paternità.

È “un film piccolo e intimo”, come lo ha definito Virzì ed è proprio l’effetto che è riuscito ad ottenere grazie ai due protagonisti. Luca Marinelli che si è fatto le ossa con la recitazione a teatro, è al suo secondo film per il grande schermo dopo il debutto con La solitudine dei numeri primi (2010) e L’ultimo terrestre (2011).

Mentre Federica Victoria Caiozzo, in arte Thony, è una cantante siciliana che ha realizzato anche la colonna sonora del film. Con un disco solista alle spalle (With the gremì in my mouth, 2011), ha ammesso di avere già alcuni fan sparsi per l’Italia grazie alle sue esibizioni nei locali. È stata contattata dalla Motorino Amaranto, la casa di produzione di Paolo Virzì, dopo che il regista l’aveva scoperta con una semplice ricerca su Internet e anche per lo stupore di alcuni suoi amici che l’avevano sentita in un pub di Livorno.

Aspettiamoci un film pronto a stupirci, modesto e al contempo veritiero, o, come lo definisce semplicemente Paolo Virzì: “Un piccolo film romanticissimo”.