Chi è Atena nell’Odissea: il ruolo della dea interpretata da Zendaya nel film di Christopher Nolan

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Tra le figure più importanti dell’Odissea, nessuna accompagna Ulisse con la stessa costanza di Atena. Dea della sapienza, della strategia e della guerra, è il vero contrappeso all’ira di Poseidone e la forza che, dall’inizio alla fine del poema di Omero, rende possibile il ritorno dell’eroe a Itaca. Nel nuovo Odissea di Christopher Nolan, il personaggio è interpretato da Zendaya, una scelta che ha immediatamente attirato l’attenzione del pubblico e alimentato il dibattito sul ruolo che la dea avrà nell’adattamento.

A differenza di altri personaggi divini, Atena non è una presenza distante che osserva gli eventi dall’Olimpo. Interviene continuamente nella storia, protegge Ulisse, guida Telemaco, convince gli dèi a modificare il destino dell’eroe e, soprattutto, rappresenta un’idea di intelligenza completamente diversa dalla forza bruta. Comprendere chi sia Atena significa quindi capire uno dei temi centrali dell’Odissea: il viaggio di Ulisse non viene vinto con le armi, ma grazie alla capacità di ragionare, adattarsi e scegliere il momento giusto per agire.

Atena non è soltanto la protettrice di Ulisse: è la mente invisibile che guida ogni passaggio decisivo del suo ritorno a Itaca

Zendaya alla premiere a Parigi di Odissea
Foto di Kristy Sparow/Getty Images for Universal Pictures) Cortesia © Universal Pictures

Nel poema di Omero, Atena è la divinità che più di ogni altra prende le parti di Ulisse. Il suo intervento comincia ancora prima che l’eroe lasci l’isola di Calipso, quando convince Zeus a permetterne il ritorno, ma prosegue per tutto il racconto attraverso una serie di azioni decisive. È lei a presentarsi sotto mentite spoglie davanti a Telemaco, spingendolo a partire alla ricerca del padre; è ancora lei a proteggere Ulisse durante il viaggio, a trasformarne l’aspetto quando arriva finalmente a Itaca e ad aiutarlo nell’organizzazione della vendetta contro i Proci. Atena, però, non risolve mai direttamente i problemi dell’eroe. Al contrario, gli offre gli strumenti per affrontarli da solo. Ogni suo intervento lascia spazio all’iniziativa umana, quasi a suggerire che persino il favore degli dèi non basta senza il coraggio e l’intelligenza di chi agisce. È proprio questo equilibrio tra aiuto divino e responsabilità personale a rendere il loro rapporto uno degli elementi più affascinanti dell’intero poema.

La dea della sapienza rappresenta il vero opposto di Poseidone e incarna l’idea che l’intelligenza possa vincere anche contro il destino

Matt Damon in Odissea (2026)

L’opposizione tra Atena e Poseidone è uno dei grandi motori simbolici dell’Odissea. Se il dio del mare incarna la forza incontrollabile della natura, l’impulsività e la vendetta, Atena rappresenta invece la razionalità, la strategia e la capacità di trasformare gli ostacoli in opportunità. Non è un caso che scelga proprio Ulisse come suo protetto. L’eroe greco non è il più forte tra gli Achei, né il più veloce o il più potente. La sua qualità distintiva è la mètis, l’intelligenza pratica, quella forma di ingegno che permette di adattarsi alle situazioni più imprevedibili. Atena riconosce in Ulisse una parte di sé e per questo lo sostiene costantemente. Il poema suggerisce così una riflessione ancora attuale: il successo non appartiene necessariamente a chi possiede la forza maggiore, ma a chi sa osservare, comprendere e scegliere il momento giusto per intervenire. È una visione dell’eroismo sorprendentemente moderna, che continua a rendere l’Odissea uno dei racconti più influenti della storia della letteratura.

La scelta di Zendaya racconta la volontà di Christopher Nolan di mettere Atena al centro della dimensione emotiva e simbolica del film

Odissea World Premiere Londra
Foto di Giulia Parmigiani – Cortesia Universal Pictures Italia

Nel film di Christopher Nolan, Atena mantiene il proprio ruolo di guida del viaggio, ma viene inserita all’interno di un racconto che tende a ridurre la distanza tra mito e realtà. Come accade per molte altre figure dell’Odissea, anche la dea viene rappresentata con un approccio meno spettacolare rispetto a molte versioni cinematografiche del passato. Nolan sembra interessato soprattutto alla funzione narrativa del personaggio: Atena non è soltanto una divinità che interviene con poteri soprannaturali, ma una presenza che orienta il percorso di Ulisse e ne accompagna la crescita. La scelta di affidare il ruolo a Zendaya riflette questa impostazione. L’attrice porta sullo schermo una figura autorevole ma al tempo stesso vicina ai personaggi umani, capace di trasmettere intelligenza, calma e determinazione più che imponenza divina. In questo modo Atena diventa il volto della lucidità all’interno di un mondo dominato dall’incertezza, dalla guerra e dalla volontà degli dèi.

Nell’Odissea Atena dimostra che il vero eroismo nasce dall’equilibrio tra destino, intelligenza e libertà di scelta

Uno degli aspetti più affascinanti del personaggio è che, pur essendo una dea, Atena non cancella mai il libero arbitrio degli uomini. Ulisse continua a commettere errori, perde compagni, prende decisioni sbagliate e affronta le conseguenze delle proprie azioni. La dea interviene solo quando l’eroe dimostra di meritare il suo aiuto attraverso il coraggio, la prudenza e la capacità di imparare dalle sconfitte. È proprio questa relazione a rendere Atena una figura ancora oggi estremamente moderna. Più che una divinità onnipotente, rappresenta la voce della ragione che accompagna ogni essere umano nelle proprie scelte. Per questo il suo ruolo nell’Odissea va ben oltre quello di semplice alleata di Ulisse: è la dimostrazione che il viaggio più importante non consiste nel tornare a casa, ma nel diventare la persona capace di farlo.

Redazione
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