David Cronenberg – Crani che esplodono, uomini che si trasformano in mosche, individui che intrattengono colloqui  più o meno amicali con alieni al bancone di un bar: non stiamo elencando gli incubi di un pazzo visionario ma alcuni dei temi “storici” presenti nei film di David Cronemberg.

 

David Cronenberg è nato a Toronto, Ontario (Canada), il 15 marzo 1943. Cresciuto in una famiglia di artisti, inizia giovanissimo a scrivere racconti e a suonare la chitarra classica; dopo gli studi liceali, frequenta l’Università di Toronto, dove si laurea in letteratura inglese;si avvicina alla cinepresa producendo cortometraggi: Transfer (1966), From the Drain (1967), seguiti poi da alcuni film indipendenti (Stereo 1969).

Sposato a Margaret Hindson (1970-1971), diventa padre dell’assistente regista Cassandra Cronenberg.

Dal 1971 in poi, si fa autore di softcore e horror che evidenziano da subito il suo gusto per il sangue, il sesso e gli esperimenti mutageni.

Si risposa, nel 1979, con la produttrice e regista Caroline Zeifman, dalla quale ha due figli (entrambi addetti ai lavori cinematografici: Caitlin e Brandon Cronenberg).

Nel 1981 Scanners diventa il capostipite di una lunga, lunghissima serie di film dell’orrore, tutti di grandissimo impatto visivo e narrativo; il regista è lanciatissimo e si permette perfino di bistrattare offerte estremamente remunerative (rifiuta la direzione de Il ritorno dello Jedi).

Proseguendo nel suo personalissimo percorso creativo lontano anni luce da cliché collaudati, sforna Videodrome (1983) con James Wood (intensissimo) e La zona Morta (1983) con Christopher Walken tratto dal romanzo omonimo di Stephen King.

Nel 1986, quando La Mosca diventa  un enorme successo internazionale David Cronemberg è isolatissimo: Hollywood lo snobba perché fuori dal coro e caratterialmente poco malleabile, ma a proteggerlo dagli attacchi della critica è il suo pubblico.

Dopo Inseparabili (1988) con il suo pupillo Jeremy Irons, Hollywood ci riprova, chiedendogli di dirigere Atto di Forza (1990), ma Cronenberg ,dopo essersi occupato della prima stesura della sceneggiatura rinuncia ancora una volta per impegnarsi nella sua sfida più grande: portare sullo schermo quel delirio paranoico che è Il pasto nudo di William Burroughs: film disarmante.

Il successo della critica è finalmente dietro l’angolo, dopo M.Butterfy con il solito Irons è il momento di Crash (1996) che gli vale il  primo riconoscimento dopo anni di vuoto.

Sullo scaffale di casa sua, fa bella mostra di sé il Premio Speciale della Giuria, vinto al Festival di Cannes.

Il film esplora le perversioni amorose, meccaniche e mortali di un gruppo di persone con la passione per gli incidenti stradali; la commistione individuo-macchina è ancora una volta protagonista.

Nel 1999, è lui stesso il presidente della Giuria del Festival di Cannes e nel frattempo firma quello che è considerato il suo capolavoro: eXsistenZ in cui sogno, videogioco e realtà sono sapientemente mescolati (tratto dal romanzo di James G. Ballard sarà Orso d’Argento a Berlino).

Le successive pellicole vedono il regista danese in vago affanno, Spider e La promessa dell’assassino non sfiorano per profondità ed intensità i passati gioielli cinematografici, ancor meno il suo più recente A dangerous method che ci è apparso quasi film per la tv.

Non resta che attendere il suo ultimo lavoro Cosmopolis sperando in un ritrovato vigore artistico.