Odissea: dall’Italia alla Grecia, tutte le location del film di Christopher Nolan

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Con Odissea (leggi qui la nostra recensione), Christopher Nolan affronta una delle imprese più ambiziose della sua carriera, portando sul grande schermo il poema di Omero attraverso una produzione che rappresenta già un momento storico per il cinema contemporaneo. Il film, uscito il 16 luglio, è il primo lungometraggio realizzato interamente con cineprese IMAX su pellicola, una scelta che ha imposto un approccio produttivo radicale e ha spinto il regista britannico a privilegiare ambientazioni reali rispetto alle ricostruzioni digitali. La volontà di restituire il senso epico del viaggio di Ulisse ha così trasformato il Mediterraneo e alcuni dei paesaggi più spettacolari del mondo nei veri protagonisti della messa in scena.

Le quasi tre ore di racconto conducono lo spettatore attraverso un itinerario che attraversa continenti, isole, coste e deserti, seguendo la stessa logica del poema omerico. Molte delle immagini più suggestive sono state girate in Italia, soprattutto tra la Sicilia, le Egadi e le Eolie, ma la produzione ha raggiunto anche Grecia, Marocco, Scozia e Islanda, scegliendo luoghi autentici che contribuiscono a dare corpo al mito. Scoprire dove è stato girato Odissea significa quindi comprendere anche il metodo di lavoro di Nolan, da sempre convinto che il paesaggio reale possa trasmettere una forza visiva impossibile da replicare artificialmente.

Odissea rappresenta il cinema epico secondo Christopher Nolan, tra fedeltà al mito e ricerca del massimo realismo visivo

Matt Damon e Zendaya in Odissea (2026)
Matt Damon e Zendaya in Odissea (2026) © Universal Studios.

Dopo aver esplorato il thriller, la fantascienza, il war movie e il biopic storico, Christopher Nolan affronta con Odissea il genere epico, confrontandosi con uno dei testi fondativi della cultura occidentale. Il regista sceglie di raccontare il ritorno di Ulisse a Itaca evitando una rappresentazione puramente fantastica e costruendo invece un mondo credibile, materico e profondamente legato ai paesaggi naturali. La collaborazione con la scenografa Ruth De Jong, già candidata all’Oscar per Oppenheimer, è stata determinante per creare un’estetica capace di fondere archeologia, immaginazione e ricerca storica senza affidarsi eccessivamente agli effetti digitali.

Questa filosofia attraversa ogni aspetto della produzione. Nolan ha più volte spiegato di aver cercato luoghi che conservassero ancora oggi un carattere antico, quasi immutato, perché fossero in grado di evocare il Mediterraneo immaginato da Omero. La decisione di girare interamente in IMAX ha reso il lavoro ancora più complesso, imponendo alla troupe di trasportare attrezzature pesantissime in località spesso difficili da raggiungere. Il risultato è un film che trasforma il paesaggio in elemento narrativo, facendo delle location una componente essenziale del racconto piuttosto che un semplice sfondo spettacolare.

Le location italiane tra Favignana, Eolie, Ostia e Tivoli raccontano il cuore mediterraneo del viaggio di Ulisse

Anne Hathaway come Penelope e Tom Holland come Telemaco in Odissea (The Odyssey)
Anne Hathaway come Penelope e Tom Holland come Telemaco in Odissea (The Odyssey) © Universal Studios.

L’Italia occupa una posizione centrale nella costruzione dell’universo visivo di Odissea. È soprattutto la Sicilia ad assumere un ruolo decisivo, grazie alle riprese realizzate tra Favignana, le Isole Eolie e alcuni dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo. Proprio Favignana, nell’arcipelago delle Egadi, è stata scelta da Nolan per rappresentare Itaca, la patria di Ulisse. Il regista ha raccontato di essersi innamorato immediatamente del Castello di Santa Caterina, arroccato sul monte che domina l’isola, considerandolo il luogo perfetto per evocare la dimora dell’eroe omerico. La difficoltà logistica non ha fermato la produzione: l’assenza di una strada carrabile ha imposto l’utilizzo di elicotteri e di una funicolare per trasportare uomini e materiali fino alla fortezza.

Un’importanza analoga hanno avuto le Isole Eolie, dove la troupe ha lavorato tra Lipari, Vulcano, Basiluzzo e gli spettacolari faraglioni affacciati sul Tirreno. A Lipari è stato ambientato l’incontro di Ulisse con le Sirene, mentre le coste vulcaniche e gli isolotti dell’arcipelago sono stati utilizzati per rappresentare diverse tappe del lungo viaggio verso Itaca. Le riprese hanno interessato anche gli scogli di Pietra Lunga e Pietra Menalda, interpretati come le celebri “rupe erranti” descritte da Omero, oltre alla Pietra del Bagno, scelta per le sue forme spettacolari. Al di fuori della Sicilia, Nolan ha girato lungo il litorale laziale, tra il porto di Ostia, l’Idroscalo e le ex cave di pozzolana di Tivoli, ambientazioni utilizzate per alcune sequenze navali e per scenari dal forte impatto visivo.

Dalla Grecia al Marocco, passando per il Mediterraneo orientale, il viaggio ricostruisce i grandi episodi del poema di Omero

Scene di gueera in Odissea (2026)
Scene di guerra in Odissea (2026) © Universal Studios.

Gran parte del percorso di Ulisse prende forma in Grecia, scelta come naturale prosecuzione delle location italiane. La penisola del Peloponneso ospita numerosi momenti fondamentali del racconto, a partire dalla celebre Grotta di Nestore, nei pressi della spiaggia di Voidokilia, dove Nolan ha ambientato lo scontro con il ciclope Polifemo. La cavità naturale, legata già nell’antichità a diversi miti greci, offre un ambiente perfettamente coerente con la dimensione primordiale del poema. Le riprese sono state particolarmente impegnative, anche per la presenza di migliaia di api e per le difficili condizioni all’interno della grotta, dove sono state trasportate decine di pecore necessarie per ricostruire fedelmente uno degli episodi più celebri dell’Odissea.

Sempre in Grecia trovano spazio la fortezza medievale di Methoni, l’imponente Acrocorinto e altri scenari della regione della Messenia, che accompagnano diverse fasi del viaggio dell’eroe. Le sequenze dedicate alla guerra di Troia, invece, sono state girate in Marocco, dove il villaggio fortificato di Aït Ben Haddou, patrimonio UNESCO, è stato trasformato nella città assediata dai Greci. Qui la produzione ha costruito un enorme set fisico capace di ospitare migliaia di comparse, evitando il ricorso alle estensioni digitali. Anche Essaouira, Marrakech e Tahannaout fanno parte del percorso produttivo del film, mentre la spettacolare Duna Bianca nei pressi di Dakhla, nel Sahara Occidentale, è stata scelta per rappresentare Ogigia, l’isola dove Calipso trattiene Ulisse per anni prima della ripresa del viaggio.

Scozia e Islanda ampliano l’orizzonte epico del film trasformando il paesaggio naturale in elemento narrativo

Matt Damon in azione in Odissea (2026)
© Universal Studios.

Le ultime tappe delle riprese portano la produzione lontano dal Mediterraneo, confermando l’ambizione di Nolan di associare ogni episodio del poema a un ambiente realmente esistente. In Scozia, la troupe ha lavorato nella Foresta di Culbin, lungo il Moray Firth, scenario scelto per rappresentare la battaglia tra la flotta di Ulisse e i Lestrigoni. Altre riprese hanno interessato Burghead, il porto di Buckie e le rovine del Castello di Findlater, dove è stata utilizzata la Draken Harald Hårfagre, la più grande nave vichinga costruita in epoca moderna, adattata per interpretare l’imbarcazione dell’eroe acheo.

L’Islanda rappresenta invece il volto più remoto e inquietante del viaggio. Nolan vi aveva già lavorato per Batman Begins e Interstellar, tornando a sfruttarne i paesaggi estremi per dare forma all’Ade, il regno dei morti visitato da Ulisse. Le riprese sono state effettuate durante il periodo del sole di mezzanotte, in un ambiente caratterizzato da vento costante, pioggia e vaste distese laviche quasi prive di vegetazione. L’impressione è quella di un luogo sospeso fuori dal tempo, perfettamente coerente con uno degli episodi più enigmatici del poema. Attraverso questa continua alternanza di ambientazioni mediterranee e paesaggi nordici, Odissea costruisce un viaggio che trova nella geografia reale uno degli strumenti più efficaci per restituire la grandezza del mito.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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