The Orphans, spiegazione del finale: chi è davvero il padre di Leila, Driss o Gabriel?

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Diretto da Olivier Schneider, The Orphans (Les Orphelins) è un action drama francese di Netflix che intreccia thriller urbano e melodramma familiare. La storia segue Gabriel e Driss, cresciuti insieme nello stesso orfanotrofio ma poi finiti su fronti opposti: il primo è diventato un poliziotto di alto livello, il secondo si è immerso nei circuiti della criminalità organizzata. A riunirli è la morte improvvisa di Sofia, il loro primo amore, vittima di un incidente stradale che si rivela ben più complesso di quanto sembri.

Al centro della vicenda c’è Leila, la figlia adolescente di Sofia, rimasta sola dopo la tragedia. È la sua presenza a costringere Gabriel e Driss a collaborare, ma anche a riaprire una ferita mai chiusa: il dubbio sulla paternità.

Cosa accade negli eventi chiave del film?

L’incidente che manda Sofia in coma e poi la conduce alla morte scatena una spirale di tensione. Il responsabile, Mathias Rovelli, sopraffatto dal senso di colpa, si suicida. Sua madre Christina, devastata, decide di vendicarsi su Leila, convinta che la ragazza abbia avuto un ruolo nella tragedia del figlio.

Gabriel e Driss diventano così i protettori di Leila, inseguendo la verità mentre cercano di sfuggire agli uomini assoldati da Christina. L’azione culmina in uno scontro violento in cui i due ex amici sono costretti a cooperare come non facevano da anni. Il conflitto esterno — la caccia a Leila — si intreccia con quello interno: chi dei due è suo padre?

Il finale di The Orphans: chi è il padre di Leila?

Il film non fornisce una risposta definitiva sulla paternità biologica di Leila. E questa ambiguità è tutt’altro che casuale. Nel corso della storia, Driss sembra il candidato più probabile: è il primo a interrogarsi apertamente sulla questione, afferma che Leila assomiglia alla propria madre e mostra un coinvolgimento emotivo più viscerale. Gabriel, al contrario, affronta il tema con maggiore controllo, coerente con la sua personalità più razionale.

Tuttavia, il finale sposta il senso della domanda. Quando Leila chiama entrambi “papà”, i due si voltano simultaneamente. È un gesto semplice ma carico di significato: non importa chi sia il padre biologico, perché entrambi hanno già scelto di esserlo.

Il film suggerisce che la paternità non è un fatto genetico, ma un atto di responsabilità. Driss e Gabriel hanno rischiato la vita per proteggere Leila. Hanno superato rancori e divisioni. Hanno dimostrato con i fatti di essere pronti a crescerla. In questo senso, entrambi sono suo padre.

Perché il film lascia irrisolta la paternità?

L’ambiguità è coerente con il tema centrale dell’opera: la famiglia scelta. Il titolo The Orphans non si riferisce soltanto all’infanzia di Gabriel e Driss, ma a una condizione esistenziale condivisa. I legami di sangue sono fragili, incompleti, talvolta irrilevanti; ciò che conta è chi resta.

Sofia, scegliendo di non rivelare mai la verità, sembra aver voluto proteggere proprio questa dimensione. L’identità del padre non è un premio da conquistare, ma una responsabilità da assumere. Il film celebra la possibilità di costruire una famiglia attraverso la fiducia e il sacrificio, non attraverso il DNA.

Perché Christina lascia andare Leila? E cosa succede dopo?

Nel climax, Christina tiene Leila sotto tiro, pronta a vendicare la morte del figlio. Ma in quel momento comprende che il dolore che la muove è alimentato anche dalla propria cecità nei confronti della fragilità di Mathias. Sparare significherebbe perpetuare lo stesso ciclo distruttivo.

Così abbassa l’arma e si lascia arrestare. Non è una redenzione completa, ma un atto di consapevolezza.

Parallelamente, la riconciliazione tra Gabriel e Driss prende forma senza proclami. Dopo aver sconfitto insieme l’antagonista, si ritrovano al funerale di Sofia in una scena che riecheggia la loro infanzia: giocano con la spada da scherma di Leila, come due ragazzi tornati a condividere un codice comune. Quando la tensione riaffiora, è Leila stessa a mettersi tra loro, simbolicamente stabilizzando il nuovo equilibrio. Il film si chiude così su una famiglia ricomposta. Non perfetta. Non tradizionale. Ma scelta.

Redazione
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