Till Death è un thriller horror dal ritmo perfetto che racconta il peggior matrimonio che abbiate mai visto. Diretto da S.K. Dale e scritto da Jason Carvey, il film segue Emma (Megan Fox), che vive un matrimonio infelice con il marito avvocato, Mark (Eoin Macken). La coppia si è conosciuta dieci anni prima, quando Mark ha perseguito l’uomo che ha tormentato e accoltellato Emma. Mark è però poi diventato un avvocato difensore corrotto ed Emma scopre presto che sta per essere arrestato per manomissione di prove. Lui, inoltre, abusa emotivamente di sua moglie, spingendola ad avere una relazione con il suo dipendente, Tom (Ami Ameen).
Nel giorno del loro anniversario, Mark regala però a Emma una collana d’acciaio, la porta nella loro casa isolata sul lago e le dice che vuole dare un’altra possibilità alla loro relazione. Ma il giorno dopo, lei si sveglia ammanettata a Mark, che si spara alla testa. Emma deve allora capire come liberarsi dalle catene che la legano al marito morto e fuggire dalla casa. Si scopre però che Mark ha fatto tutto il possibile per rendere la sua fuga il più difficile possibile. La cosa peggiore che lui ha fatto è stata mandare Bobby Ray (Callan Mulvey), l’uomo che ha aggredito Emma anni prima e che ora è libero, a prendere i diamanti che aveva nascosto in una cassaforte nella casa.
L’ultima scena di Till Death è ambigua
Nel finale di Till Death, Bobby Ray e suo fratello Jimmy (Jack Roth) catturano Emma e la costringono a dir loro il codice della cassaforte, che è la data in cui Mark le ha chiesto di sposarlo. Tuttavia, nella cassaforte non ci sono diamanti, ma solo una sega per ossa. Bobby Ray capisce allora che i diamanti sono all’interno della collana d’acciaio, la quale una volta chiusa non può più essere rimossa, e che Mark voleva che lui segasse la testa di Emma per recuperarli. Bobby Ray ha quindi intenzione di uccidere Emma, ma lei reagisce e in qualche modo riesce a liberarsi e lo ammanetta al corpo di Mark.
A quel punto fugge verso il lago ghiacciato, inseguita però da Bobby Ray, che trascina con forza dietro di sé il cadavere di Mark. Mentre lottano, il ghiaccio cede e cadono nell’acqua gelida. Il peso morto di Mark, naturalmente, trascina giù Bobby Ray, che tenta però di trascinare Emma con sé. Lei riesce tuttavia a estrarre il coltello che gli aveva conficcato nella spalla poco prima e lo pugnala mortalmente nell’occhio, un gesto altamente simbolico perché dieci anni prima era riuscita a liberarsi di lui pugnalandolo nell’altro occhio con le sue chiavi.
Emma rischia comunque di annegare, ma riesce infine a tirarsi fuori dall’acqua. Mentre giace sul ghiaccio, fa rotolare la sua fede nuziale nell’acqua, dove affonda per raggiungere Mark. Sente a quel punto le sirene in lontananza, che rispondono a una chiamata al 911 che lei è riuscita a fare in precedenza. È congelata, sanguinante e respira affannosamente. L’ultima inquadratura del film è dall’alto, con Emma che guarda verso il basso. Lei però sorride, felice di essersi finalmente liberata di Mark. Il suo respiro sembra rallentare, ma è impossibile dirlo con certezza perché la telecamera è orma troppo lontana da lei e il film si conclude.

Emma muore alla fine di Till Death?
È indubbiamente un finale ambiguo quello di Till Death, in cui gli spettatori possono scegliere cosa credere sia successo a Emma. Gli ottimisti penseranno che abbia resistito abbastanza a lungo da essere salvata, mentre i pessimisti crederanno che abbia invece ceduto al freddo e alle ferite prima dell’arrivo della polizia. In ogni caso, il voto “finché morte non ci separi” è stato rispettato. In un’intervista con l’emittente australiana 3AW, al regista S.K. Dale è poi stato chiesto cosa pensasse fosse successo a Emma in quei momenti finali.
Il regista ha però risposto che non sentiva il bisogno di dare al pubblico una risposta definitiva. “Durante la produzione discutevamo sempre delle scene che potevano seguire, ma penso che la storia fosse già abbastanza completa”, ha detto. Questa ambiguità rende soddisfacente il finale, per come conclude la storia: Emma è finalmente libera dal suo orribile marito. È sopravvissuta fino alla fine della storia. Sapere se sopravvive o meno dopo quel punto non è necessario per sentirsi soddisfatti. È una risoluzione meritata che offre agli spettatori qualcosa di cui continuare a parlare e riflettere dopo i titoli di coda.

