Oggi, al cinema The Space Moderno di Roma, Fausto Brizzi ha presentato in anteprima la commedia in 3D, Com’è bello far l’amore, una produzione Wildside in collaborazione con Medusa Film. Ne ha parlato alla stampa insieme ai protagonisti Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi e Giorgia Würth.

FAUSTO BRIZZI

D: Qual è il motivo dell’operazione 3D?

R: Il motivo è semplice: tutti i film andrebbero girati in 3D, perché la realtà è in 3D. Io spero, come ha detto anche Cameron, che tutto il cinema diventi in 3D. Io ho fatto un 3D “nativo”, spero che sia piaciuto.

D: Cosa ti ha spinto a raccontare questa storia?

FAUSTO BRIZZI

R: Il sesso è in realtà ancora un tabù al cinema, e io spero che questo film verranno a vederlo sia i giovani che gli over 40. Tutti i quarantenni che conosco, o quasi, oggi sono in crisi sessuale.

FABIO DE LUIGI

R: Beh, in effetti il mio ultimo amplesso ancora gattona per casa, e lo guardo con rimpianto (ride).

D: Come avete scelto il tono di questo film, tra il lato sentimentale e quello brillante/divertente?

CLAUDIA GERINI

R: Nel complesso è un film ricco di sfumature, si parla di sesso ma anche di romanticismo. Si parte dal presupposto che questi due (Andrea e Giulia, ndr), si amino ancora. Secondo me la cosa divertente del ruolo è stato proprio mettere insieme il lato romantico e quello dei “momenti lingerie”. Io interpreto la figura della moglie e madre che rispolvera la propria femminilità.

FABIO DE LUIGI

R: Io l’ho vissuto come un grande cartone animato, una sorta di “Happy days” in cui io ero non Fonzie, ma Richie Cunningham.

GIORGIA WÜRTH

R: Per quanto mi riguarda, Vanessa è sempre stata Titti il canarino – una ragazza un po’ scema, “basica” diciamo, forse innamorata di Max. Ma alla fine è quella che capisce tutto della situazione.

FILIPPO TIMI

R: Beh, io interpreto quello che in realtà sono, un super dotato (ride). La prima volta che ne ho parlato con Fausto, mi ha raccontato tutto il film. Quando mi ha presentato il personaggio, Max 25, pornodivo, mi sono detto beh non posso rifiutare. È stato divertentissimo farlo, è bello affrontare un argomento del genere, provando a far sorridere.

BRIZZI

D: Ci sono molti riferimenti al cinema d’autore, da Bellocchio a Lars Von Trier. Come ti è venuta l’idea?

R: È la goliardia che è insita nel cinema italiano. Basti pensare a un film come “Il sorpasso”, in cui Risi fa l’occhiolino ad Antonioni. Io penso che serva, al di là del buonismo, prendere e prendersi un po’ in giro. È un giochino che mi diverte sempre:  nascondere qualcosa nel film che poi il cinofilo sa cogliere.

PATTY PRAVO

D: Lei ha mai fatto del cinema?

R: No, non l’ho mai fatto. Ho perso l’occasione con Antonioni in Professione reporter, e mi sarebbe piaciuto lavorare ne Il giardino dei Finzi-Contini. Però penso che sarei un’ottima attrice, vorrei fare un film in cui interpreto una pazza.

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(foto di Aurora Leone)